samedi, 07 novembre 2009
Sì a Ponte e Expo, no a banda larga
Il Cipe vara infrastrutture per 8,7 miliardi, il web resta fuori. Confindustria: un danno per il Paese
ROMA — Gli 800 milioni di euro previsti per la banda larga restano nel cassetto del governo. Il comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ieri ha dato il via libera a progetti infrastrutturali per 8,7 miliardi di euro, tra i quali il Ponte sullo Stretto e l’Expo 2015, ma nessuna risorsa è stata destinata al cosiddetto 'Piano Romani' per portare la velocità di Internet a 20 megabit al 96% della popolazione. «Un fatto molto grave e un danno per la competitività del Paese », ha commentato il presidente di Telecom Italia e delegato da Confindustria per le comunicazioni Gabriele Galateri. «Come Confindustria — ha ricordato — abbiamo illustrato in tutte le sedi l’essenzialità di questo investimento per eliminare il digital divide nel Paese». Ma per adesso, nonostante le assicurazioni fatte dal sottosegretario Gianni Letta appena mercoledì scorso e il richiamo ad agire del presidente dell’Authority Corrado Calabrò, non c’è niente da fare e bisogna attendere tempi migliori.
BERLUSCONI SODDISFATTO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è comunque mostrato molto soddisfatto ricordando che «è doveroso comunicare che con questo provvedimento i fondi stanziati dal Cipe per infrastrutture salgono a 23 miliardi». Molto critico, invece, sulle lungaggini per aprire i cantieri. «In Italia ci vogliono otto anni per far partire le opere — ha detto durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi — non si può continuare così». Assente il ministro dell’Economia Giulio Tremonti per un impegno internazionale (il G20 in Scozia) è stato il collega allo Sviluppo Claudio Scajola a spezzare una lancia in favore della banda larga «che avrebbe un forte impatto come volano anti-crisi ».
I PROVVEDIMENTI - Gli altri provvedimenti riguardano 1,3 miliardi per il Ponte (si passa così alla fase di progettazione), circa 6 miliardi alla Lombardia tra Pedemontana (4,1) nuove linee di metro a Milano (1,7 miliardi), altri 200 milioni per l’Abruzzo, primo lotto da 500 milioni per il terzo valico (Genova-Rotterdam), 1 miliardo per mettere in sicurezza molte aree della Sicilia e altri 500 milioni per piccole opere tra cui la torre di controllo (58,3 milioni) per l’aeroporto di Palermo. Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha ricordato la ricaduta sulla città di questi stanziamenti che consentiranno entro il 2015 (la data dell’Expo) di ampliare la rete della metropolitana che passerà dagli attuali 76 chilometri e 88 fermate a 140 chilometri con 110 stazioni. I lavori riguardano la M4 (da Lorenteggio a Sforza Policlinico sino a Linate) e la M5 (da Bignami a Garibaldi sino a San Siro). Il boccone più grosso riguarda l’ok definitivo all’autostrada Pedemontana che, entro il 2015, collegherà Varese con Bergamo: 67 chilometri di autostrada più 70 chilometri per connessioni locali. In mattinata il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia si era augurata che l’annunciato taglio dell’Irap «sia solo un inizio insieme al taglio delle tasse per i lavoratori». Stesso auspicio sull’altro annuncio (fatto dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini) di potenziare le risorse destinate al credito di imposta per la ricerca e l’innovazione. Daniela Bracco, vicepresidente di Confindustria, ha voluto rammentare che «l’ultimo bando nazionale per la ricerca risale al 2005».
Roberto Bagnoli. Corriere
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