samedi, 07 novembre 2009

Per El Baradei nulla di preoccupante a Qom

Per El Baradei nulla di preoccupante
nel sito nucleare iraniano di Qom

 

 

Teheran, 6. Gli ispettori dell'Onu non hanno trovato "nulla di cui preoccuparsi" nell'impianto sotterraneo iraniano di arricchimento dell'uranio situato presso la città di Qom, di cui fino a poco tempo fa si ignorava l'esistenza. Lo ha dichiarato il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Mohamed ElBaradei, in un'intervista al "New York Times". Secondo El Baradei, gli ispettori inviati a Qom il 25 ottobre scorso hanno parlato del sito come di "un bunker sotto la montagna per proteggere delle cose" e sostanzialmente si tratta solo di "un buco in una montagna".
Il sito nucleare di Qom, la cui esistenza è stata rivelata dall'Iran all'Aiea nel settembre scorso, a tre anni dopo le prime segnalazioni dei servizi occidentali, ha alimentato i timori sugli sforzi di Teheran per sviluppare l'arma atomica. L'Iran ha però sempre ribattuto di arricchire l'uranio solo per usi civili.
L'Aiea avrebbe però chiesto chiarimenti all'Iran anche a proposito di una serie di test condotti dai suoi ricercatori su testate nucleari di nuova generazione, basate su una tecnologia ufficialmente supersegreta utilizzata sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna. Lo scrive il quotidiano britannico "The Guardian" nella sua edizione di oggi, citando "documenti mai pubblicati" che fanno parte di un dossier dell'Aiea. In tale dossier si afferma che gli specialisti iraniani avrebbero condotto esperimenti su testate del tipo "a implosione" molto più piccole di quelle tradizionali che possono essere montate più agevolmente su un vettore. Parte del dossier dell'Aiea era stato pubblicato lo scorso settembre dopo alcune rivelazioni allarmistiche venute dall'agenzia di stampa americana Associated Press. In quell'occasione l'Aiea aveva affermato che in Iran non risultavano in atto programmi segreti per la produzione di ordigni nucleari. Secondo l'agenzia di stampa britannica Reuters, né l'Aiea né le autorità iraniane hanno voluto fare commenti su quanto pubblicato da "The Guardian".
Per quanto riguarda il negoziato sul nucleare iraniano, nell'intervista al "New York Times" El Baradei ha spiegato anche di star esaminando la possibilità di compromessi per sbloccare lo stallo della trattativa tra Teheran e il gruppo cosiddetto 5+1 (i Paesi membri del consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania). Come noto, il negoziato si è bloccato per le obiezioni iraniane alla bozza di accordo presentata dall'Aiea. In merito, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto nuovamente all'Iran di accettare le proposte dell'Aiea e del Gruppo 5+1 ribadendo che non ci saranno altre offerte. "Come ho già detto, questo è un momento cruciale per l'Iran e a Teheran chiediamo di accettare queste proposte così come sono", ha detto la Clinton in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, in visita a Washington. "Non ci saranno cambiamenti, il fulcro dell'accordo non può essere modificato", ha aggiunto Clinton, con la quale si è detto d'accordo il ministro tedesco.
Secondo le proposte dell'Aiea, l'Iran dovrebbe inviare il 75 per cento del proprio uranio leggermente arricchito (fino al 5 per cento) alla Russia e alla Francia, che lo arricchiranno ulteriormente fino al 19 per cento, il livello necessario per utilizzarlo per fini civili, ma che esclude gli impieghi militari. L'Osservatore Romano 

 

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