jeudi, 05 novembre 2009

Sul Web la mappa dei blogger a rischio

Global Voices Advocacy lancia un nuovo sito per sostenere la libertà d'informazione. Un database con
la storia degli attivisti della Rete: le minacce, gli arresti e gli "incidenti"
ROMA
Egitto, Iran, Vietnam, Cuba e Cina. Sono solo alcuni dei paesi da dove i blogger fanno sentire la loro voce, denunciando violazioni e abusi. Ed eccoli qui: Yoani Sanchez, Demagh Mak e Zouhaier Makhlouf. La lista di chi rischia, anche la vita, per quello che scrive è lunga. Per aiutarli nella loro lotta per un'informazione libera, c'è chi ha pensato di costruire un database che racconti la vita e le battaglie di questi "scrittori" del Web. Un archivio virtuale che segua le loro orme giorno dopo giorno. «Difendere la libertà di parola online». E' questo l'obiettivo dell'organizzazione Global Voices, che vuole dar voce alla Rete e ai racconti dei blogger, che mai come in questo periodo, sono minacciati da governi spaventati da verità nascoste o censurate. In un mondo in cui la libertà di espressione trova continui limiti, le persone che vengono arrestate, e in casi estremi anche uccise, per le parole che scrivono, sono aumentate sempre più. Oggi gli attivisti, ma anche la gente comune, per esprimere le proprie opinioni, condividerle e confrontarle con gli altri, ha trovato nel Web un ottimo alleato.

I governi, però, si sono accorti delle potenzialità di Internet e hanno attuato politiche di sorveglianza della Rete sempre più imponenti. E così è aumentata la sorveglianza, i filtri, le azioni legali. E ora la vita dei blogger è diventata sempre più complicata. Minacce, botte e arresti. Per le loro azioni online e offline, gli attivisti vengono perseguitati e spesso sono vittime di misteriosi "incidenti".

 

Global Voices Advocacy ha lanciato oggi un nuovo sito per sostenere la libertà di parola online. Su " Threatened Voices", questo il nome della pagina web, è possibile consultare una mappa interrativa che ricostruisce la storia dei blogger a rischio in tutto il mondo. Inoltre, non mancano le informazioni sulle associazione dedite a far risuonare le voci di chi racconta "mondi segreti". Per diversi motivi, però, non è sempre facile riuscire ad avere notizie sui blogger. In primo luogo perchè la definizione di "blogger" è ancora poco chiara. Online tutti possono scrivere. Ci sono i giornalisti professionisti decisi a lavorare sul web in nome di una maggiore libertà e ci sono, poi, i cyber-dissidenti. Di quest'ultimi si sente spesso parlare in Cina, Iran e Vietnam, ma spesso molti di loro non hanno neanche un blog. Infine, ci sono anche gli attivisti che finiscono in carcere per i loro gesti e non per i loro scritti online. La confusione, di certo, non aiuta la difesa di queste persone dal punto di vista legale.

Inoltre, le notizie sugli arresti o le minacce ai blogger restano, per lo più, avvolte nel mistero. Per colpa della censura e della repressione è complicato ottenere informazioni accurate e precise su quello che davvero succede. Global Voice ha pensato di ingaggiare un gruppo di editori, autori, traduttori per appoggiare blogger nelle loro campagne di libertà. Anche i famigliari e gli amici sono invitati a contribuire alla realizzazione della mappa interattiva per creare insieme un Web libero di informare. La Stampa 

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