lundi, 31 août 2009

A 10 anni spara al padre: "troppo severo"

Il piccolo: «Era troppo severo»
WASHINGTON
Un ragazzino di dieci anni di Belen, nel New Mexico, ha dichiarato di aver ucciso il padre perchè non ne poteva più della sua severità e dei continui rimproveri. Lo riferiscono i media americani, specificando che ora il bambino si trova in custodia presso il Dipartimento Statale per i Minori, con l’accusa di omicidio di primo grado.

Byron Hilburn, 42 anni, è stato trovato morto giovedì sera con una ferita d’arma da fuoco alla testa, nella sua casa di Belen, a 56 chilometri da Albuquerque. A chiamare la polizia è stato proprio suo figlio, dieci anni, che ha poi confessato l’omicidio. Alla sparatoria potrebbe aver assistito anche la sorellina di sei anni. Secondo le autorità, i genitori si erano separati anni fa e i bambini erano stati affidati al padre. I servizi sociali avevano ben chiaro che Hilburn non fosse un genitore ’modellò: dal 2003 il Children, Youth and Families Department era stato chiamato ben sette volte per segnalazioni di abuso e abbandono di minori.

Eppure, nelle varie visite familiari non erano mai emerse prove sufficienti per togliergli la custodia dei figli: «non abbiamo mai trovato segni di lividi o ferite», ha spiegato un’assistente sociale. Secondo alcuni vicini, Hilburn sembrava un «padre normale». «Non abbiamo mai notato nulla di strano», ha commentato una di loro, «ci salutavamo sempre quando ci incontravamo per la strada». La Stampa

Finance: la France trouve des alliés avant le G20

Angela Merkel et Nicolas Sarkozy ouvrent ce lundi le bal des discussions pour préparer le G20 de Pittsburgh.

À un mois du G20, les discussions commencent sérieusement. Cette semaine débute un round de rencontres entre les différents gouvernements membres du club des pays les plus développés de la planète, avant la grande réunion qui se tient les 24 et 25 septembre à Pittsburgh.

L'objectif est non seulement de se pencher sur les thèmes de ce rendez-vous (finances, changement climatique…). Mais pour la France, il s'agit aussi de tenter de rallier un maximum de pays européen à sa position sur les bonus. La semaine dernière, Nicolas Sarkozy a en effet obtenu des banques qu'elles modifient les règles du jeu et encadrent davantage les primes versées aux traders, dans son souci de moraliser le capitalisme financier et éradiquer les excès.

Dans la foulée, le président français avait indiqué son intention de convaincre ses partenaires du G20 de la nécessité d'une limitation des bonus bancaires au niveau international. Et immédiatement, il avait reçu un accueil favorable de quelques pontes européens. Le président de la Commission européenne, José Manuel Barroso, voit d'un bon œil l'initiative française : «Nous allons travailler, en vue de nous attaquer à toutes questions liées au renforcement de l'éthique dans l'économie de marché», a-t-il dit la semaine dernière.

Le gouvernement allemand a d'ores et déjà annoncé qu'il soutenait aussi l'initiative française. Nicolas Sarkozy est d'ailleurs aujourd'hui à Berlin, à l'invitation d'Angela Merkel, pour évoquer la préparation du sommet. Bonus, paradis fiscaux et normes comptables devraient être au menu du dîner offert par la chancelière.

Plus inattendu, le chef de l'Autorité britannique des services financiers (FSA), Adair Turner, s'est déclaré personnellement favorable à une taxe sur les transactions. Une position personnelle, s'est-il empressé d'ajouter, qui a suscité un tollé dans la City. La révolution des mentalités anglo-saxonnes pourrait prendre du temps.

 

Un sommet extraordinaire mi-septembre

 

D'ailleurs, si chacun des pays cherche à calmer son opinion publique, il n'est pas certain que des dispositions fermes - notamment en matière de limitation et de taxation des bonus - soient prises par les membres du groupe. Le sujet sera dans un premier temps abordé mercredi, les ministres des Finances de l'Union européenne se retrouvant à Bruxelles pour un Eurogroupe et un Ecofin consacrés au sujet. Puis vendredi et samedi, lors de la réunion des ministres des Finances et des gouverneurs des banques centrales du G20, à Londres.

De son côté, Angela Merkel recevra le 6 septembre le premier ministre britannique Gordon Brown à Berlin. Et pour être sûre que l'Europe parlera d'une même voix au G20, la présidence suédoise de l'UE étudie l'opportunité d'organiser à la mi-septembre un sommet extraordinaire préparatoire au sommet. Le Figaro

L'empire Marvel tombe dans l'escarselle de Disney

Le groupe américain Walt Disney va acquérir Marvel Entertainment, poids-lourd de la bande dessinée, pour environ 4 milliards de dollars.

Mickey et Spiderman font désormais partie de la même famille, la famille Disney. Le géant américain des médias annonce avoir conclu un accord avec l'éditeur Marvel, détenteur des droits sur près de 5000 super-héros tels que Spiderman, Batman ou encore Iron-Man, pour la coquette somme de 4 milliards de dollars. «Cette transaction combine la solide marque de Marvel et son catalogue reconnu mondialement via des personnages comme Iron Man, Spider Man, X-Men, Captain America, Fantastic Four ou encore Thor, aux capacités créatives de Disney», ont souligné les deux groupes dans un communiqué commun lundi. Ike Perlmutter, directeur général de Marvel, estime que Disney est la structure parfaite pour le «catalogue fantastique des héros Marvel» au vu de la capacité de Mickey à «développer la création de contenus et les activités sous licence».

Ce rachat, approuvé par les deux groupes, doit encore obtenir l'aval des actionnaires de l'éditeur. Les actionnaires de Marvel recevront 30 dollars par action en cash plus environ 0,745 action Disney pour chaque action Marvel. A la bourse de New York, les deux titres réagissent différemment à l'union des deux géants américains du divertissement : vers 16h15, le titre Walt Disney reculait de 1,68% à 26,39 dollars, tandis que celui Marvel Entertainment s'envole de 26,39 dollars. Le Figaro

Come regolarizzare colf e badanti

La procedura: pagamento di 500 euro
e il modulo da compilare su Internet
Scatta da domani, martedì 1 settembre, alle 8 di mattina, e fino al 30 settembre, la procedura per inviare on line sul sito del Viminale le domande di regolarizzazione per colf e badanti. Quest’anno non ci sono quote e quindi non c’è un limite massimo di domande e non si dovrà fare a gara di velocità col mouse: tutte le domande che rispondono ai requisiti, compresi reddito e certificati medici, saranno accettate, previo pagamento dell’indispensabile contributo di 500 euro per la sanatoria. Non ci sono graduatorie a tempo né quote d`ingresso - specifica infatti il Viminale - quindi le domande presentate il 30 settembre avranno le stesse possibilità di ammissione di quelle presentate il 1 settembre: la ricevuta sarà disponibile sul sito del Viminale entro 72 ore e si potrà scaricare inserendo apposita ID e password. L’unico vincolo per presentare la domanda è che le persone da regolarizzare, lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari irregolari che lavorano come colf o badanti, siano alle dipendenze del datore che presenta la domanda da almeno tre mesi a partire dal 30 marzo 2009.

Secondo il Viminale, potrebbero arrivare tra le 500mila e le 750mila domande di regolarizzazione: la procedura parte con il pagamento di un contributo di 500 euro per ciascun lavoratore da regolarizzare (scattata dal 21 agosto e fino al 30 settembre), che avvia la sanatoria. I soldi si possono versare in banca, alla posta o attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate usando il modello F24 che si trova sul sito del ministero dell’Interno, sui siti dell’Agenzia dell’Entrate, del ministero del Lavoro e dell’Inps. In caso di irricevibilità, archiviazione o rigetto delle domande di emersione, il contributo di 500 euro non sarà restituito.

Dopo avere versato il contributo di 500 euro, l’istanza per chiedere la regolarizzazione è scaricabile dal primo settembre sul sito del ministero dell’Interno e dal primo ottobre le domande andranno agli sportelli unici per l’immigrazione che esamineranno le pratiche.

La sanatoria si applica solo ai lavoratori che al 30 giugno 2009 erano occupati irregolarmente da almeno tre mesi come addetti al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare (colf) o all’assistenza di persone affette da patologie o handicap (badanti) che ne limitano l’autosufficienza e continuano a essere occupati al momento della presentazione delle domande. Attraverso il contributo forfettario e la procedura di sanatoria la colf o la badante senza permesso di soggiorno potrà essere regolarizzata e richiedere poi il permesso di soggiorno. La ’domanda di emersionè o sanatoria può essere richiesta al massimo per 3 lavoratori: una colf e due badanti.

In particolare per ’il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiarè potrà essere presentata una sola domanda per ciascun nucleo familiare, è necessaria l’ attestazione di un reddito imponibile non inferiore a 20mila euro annui in caso di famiglia con un solo percettore di reddito o reddito complessivo familiare non inferiore a 25mila euro. Per le badanti, ovvero l’assistenza di persone affette da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, sarà possibile presentare fino a due domande per famiglia, anche per assistere familiari non conviventi, ma in questo caso occorre una certificazione medica o la documentazione che attesti l’invalidità.

Dopo avere versato il contributo e presentato on line la richiesta di regolarizzazione sul sito del Ministero dell’Interno, dal primo ottobre le domande andranno agli sportelli unici per l’immigrazione che esamineranno le pratiche. Lo sportello unico per l’immigrazione riceverà le domande dal sistema informatico del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno a partire dal primo ottobre. Lo sportello le esaminerà in ordine cronologico, verifica il numero di domande massime per ciascun datore, acquisisce parere della questura, «sull’insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno». Poi convoca le parti e verifica la sussistenza dei requisiti contenuti nelle dichiarazioni rese nella domanda, il reddito, certificato medico, versamento contributo forfettario.

Se tutto va bene si procede alla stipula del contratto di soggiorno attraverso sottoscrizione di un apposito modulo da parte del datore e lavoratore. Al lavoratore infine viene consegnato il relativo modello 209 da presentare per la richiesta di permesso di soggiorno, con le consuete modalità, all’ufficio postale.

La sanatoria di colf e badanti può valere da 1,2 a 1,6 miliardi di euro. Il Viminale calcola che arriveranno tra le 500 e le 750mila domande: questo significa che già con il pagamento del forfait di 500 euro che sana i tre mesi di lavoro clandestino che vanno da aprile a giugno, lo Stato incasserà entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. A questa andranno aggiunti almeno 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno.

Fino alla fine della procedura l’immigrato non potrà essere accusato di clandestinità: i procedimenti penali ed amministrativi relativi alla violazione delle norme sull`ingresso e soggiorno nel territorio nazionale (ad esclusione dell`art. 12 del Testo Unico per l`Immigrazione) sono sospesi dall`entrata in vigore del provvedimento fino alla conclusione del procedimento. E la sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione all`Inps, ed il rilascio del permesso di soggiorno comportano, per il datore di lavoro e per il lavoratore extracomunitario, l`estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi. La Stampa 

Mutilato dai talebani

Il racconto di Lal Mohamed a cui hanno tagliato naso e orecchie mentre si recava ai seggi elettorali

KABUL - Ci vuole coraggio. Per uscire di casa e andare a votare. Per raccontare e denunciare quello che è successo. Semplicemente per riuscire a sopravvivere in Afghanistan. Tra bombe e minacce. Tra soldati e talebani. Lal Mohamed è un uomo coraggioso. Uno dei tanti eroi che vivono nel paese. Il 20 agosto ha sfidato i talebani. Ha lasciato il suo villaggio, nella provincia di Uruzgan, per andare in uno dei seggi elettorali. Non c'era minaccia a convincerlo di non uscire di casa. I Mujaheddin l'hanno fermato e, dopo averlo picchiato a sangue, gli hanno tagliato naso e orecchie. Lo hanno lasciato così, sul ciglio della strada, come esempio per tutti gli afgani che volevano esercitare il loro diritto di voto. E che sperano nella democrazia e nel futuro.

 

LA DENUNCIA- C'è chi dice che nel paese ci sono sicuramente altri casi simili. Ma per adesso Mohamed è tra i pochi che ha deciso di raccontare e ha scelto il quotidiano inglese Independent. È a casa di un amico. Mutilato e umiliato, l'uomo di 40 anni, ha spiegato, tra le lacrime, che la mattina delle elezioni doveva camminare almeno un'ora e mezza per arrivare al suo seggio. Dopo solo mezz'ora è stato fermato da tre uomini armati che hanno trovato il certificato elettorale. «Hanno cominciato a picchiarmi così forte che sono caduto a terra. Poi un uomo si è seduto a cavalcioni su di me e ha tirato fuori un coltello». Mohamed, poi non si ricorda nulla, tranne che è rimasto sulla strada per molto tempo. Fino a quando «un uomo mi ha portato a Kabul su un asino. Pensavo di morire». All'ospedale, «nessuno mi ha assistito, mi hanno rimandato a casa dicendo che erano pieni e di tornare dopo un paio di giorni». Solo che «ero una maschera di sangue». Ha dovuto farsi «prestare dei soldi per comprare le medicine. Adesso mi hanno promesso un intervento, però c'è il problema del debito». Intanto neanche la polizia «è intervenuta»

LE ELEZIONI- «Ecco cosa succede quando ci si mette contro i talebani. Gli stranieri dicono: "Esci a votare". Poi però non ti aiutano», a parlare questa volta è l'amico di Mohamed. Si è preso cura di lui, lo protegge e lo sta curando. I talebani erano stati chiari: «Non andate a votare e ve ne pentirete». Nel sud l'affluenza è stata bassissima, «troppa paura delle conseguenze». Ma c'è chi come Mohamed non pensava di «fare qualcosa di sbagliato». Per questo si è fatto coraggio. Ed è partito per votare. Corriere

 

 

Lal Mohamed è stato mutilato dai talebani (foto Indipendent)

Les secteurs qui recrutent encore

L'énergie, la santé, le secteur public… Des opportunités d'emploi existent toujours dans certains domaines.

L'actualité sur le front de l'emploi et plus particulièrement celui des cadres n'incite toujours pas à l'optimisme. En plein cœur du mois d'août, l'Apec a précisé ses prévisions d'embauches sur l'année : elles devraient être à la baisse de 30 % par rapport à 2008 (comparables toutefois à celles de 2005), pour atteindre entre 140 000 et 145 000 recrutements cadres.

Pour autant, les grands cabinets de recrutement, en première ligne dans cette crise de l'emploi historique, cherchent des raisons de croire en l'avenir. «2008 était exceptionnelle et les chiffres 2009 restent à relativiser. Ils sont deux fois supérieurs à la crise de 1993, où l'on avait 70 000 embauches cadres, rappelle Laurent Derivery, président de Hudson Europe du Sud. Certains secteurs sont certes sinistrés, mais d'autres demeurent très dynamiques.» Lesquels ? Par définition, les marchés anticycliques. «Si la consom­mation d'énergie des entreprises clientes a baissé, les besoins demeurent. Et les nombreux départs en retraite dans le secteur appellent des recrutements», note Laurent Derivery.

 

Énergies nouvelles

 

La santé, la pharmacie, les services à la personne sont ainsi sollicités. Le secteur public doit renouveler ses effectifs et s'ouvre de plus en plus aux profils du privé. Les banques recrutent encore pour leur réseau, l'assurance n'a pas levé le pied.

«Le secteur de la logistique reste porteur et celui des technologies vertes est en plein essor», remarque pour sa part Fabrice Lacombe, président de Michael Page France. Les énergies nouvelles, les domaines liés au développement durable vont de fait occuper une place grandissante. «Dans le high-tech, des domaines comme la gestion de la confiden­tialité, la maîtrise de l'information demanderont également de plus en plus de compétences», ajoute-t-il. Les recrutements se sont réduits, ils ne se sont pas taris, soulignent les cabinets, et, surprise, des secteurs en difficulté restent eux aussi demandeurs. «Des équipementiers automobiles recherchent des talents pour traverser au mieux la crise, voire pour penser l'après-crise», relève Fabrice Lacombe.

Dans l'aéronautique, malgré la baisse d'activité des compagnies aériennes, «les carnets de commandes sont stables et les recrutements soutenus sur des fonctions supply chain et R&D», renchérit Didier Gaillard, directeur des opérations France Nord d'Expectra.

 

Trouver les bonnes fonctions

 

Les entreprises auraient-elles tiré les leçons des périodes antérieures ? La gestion de la crise est bien différente des précédentes, estiment encore les cabinets. «Et le business model va évoluer, affirme Laurent Derivery, comme dans l'automobile, où les sociétés se préparent à une vraie révolution.»

Autre constat, mais qui va dans le même sens : au-delà du couple traditionnel commercial-financier, carac­­­téristique des périodes difficiles, des opportunités existent sur d'autres fonctions. «Dans le marketing, même de petites sociétés peu structurées dans ce domaine souhaitent repenser le lancement, la distribution de produits et recherchent des professionnels», relève Olivier Ballu, directeur pôle systèmes d'information et responsable recrutement Ile-de-France chez RH Partners.

De même, les investissements se poursuivent. «Dans les métiers R&D, process, qualité… nous enregistrons des augmentations de 8 % à 10 % par rapport à l'année dernière», remarque Didier Gaillard. La crise est l'occasion de vastes programmes longtemps différés de réorganisation. «Un grand constructeur français vient de se lancer et il n'est pas le seul», témoigne Olivier Ballu, pour qui néanmoins ce sont les PMI-PME qui maintiennent toujours et encore le marché. Le Figaro 

 

Ictus: molecola salvavita?

BARCELLONA - Ogni ora un ictus cerebrale in meno, ogni giorno 25, ogni anno novemila in meno solo in Italia, nel mondo oltre un milione. Questo il risparmio in vite salvate, in corpi paralizzati a metà per sempre evitati e relativi costi medici e sociali che porterà un farmaco, dabigatran etexilato il nome scientifico, i cui risultati sperimentali sono stati annunciati ieri al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) in corso a Barcellona. Il farmaco agisce su cardiopatici colpiti da fibrillazione atriale e che sono per questo ad alto rischio di ictus. "Si tratta di una molecola destinata a cambiare radicalmente la prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale - afferma Roberto Ferrari, presidente dell'ESC - un problema che hanno 500.000 persone in Italia, cui si aggiungono 60.000 nuovi casi all'anno".

La ricerca (nome in codice RE-LY, pubblicata in contemporanea sul New England Journal of Medicine), la più ampia in questo campo, ha coinvolto 18.113 pazienti in 44 paesi, Italia compresa (con 274 pazienti seguiti da 18 centri), confrontando la nuova molecola con la cura standard, in uso da circa 50 anni. Rispetto alla vecchia terapia, la nuova ha ridotto i casi di ictus 34% e del rischio di morte del 12%. La fibrillazione atriale è il più comune disturbo del ritmo cardiaco. E', in pratica, la paralisi dell'atrio, la cavità del cuore posta sopra il ventricolo dove riversa il sangue che gli arriva dal corpo. Questo ristagno dell'atrio forma spesso dei piccoli coaguli che, entrando in circolo, vanno a chiudere piccole arterie. Quando il "tappo" si ferma nel cervello è l'ictus. Che nei soggetti con fibrillazione atriale è 7 volte più frequente che nel resto della popolazione.


La strategia preventiva sinora è stata quella di somministrare costantemente e per tutta la vita farmaci che diminuiscono la capacità del sangue di coagulare, riducendo così la probabilità che si formino "tappi" nell'atrio fermo e poi se ne vadano nel cervello. Le vecchie terapie funzionano ma a un prezzo alto per il paziente. Il rischio di ictus si riduce di ben il 65%, in cambio il paziente deve fare, all'inizio della cura, un esame del sangue ogni pochi giorni e poi uno ogni tre settimane per stabilire prima e controllare poi che il potere di coagulazione sia ridotto entro certi limiti, ma non oltre, altrimenti si rischiamo emorragie interne, anche fatali. Il paziente inoltre deve evitare attività a rischio traumi, sempre per il rischio di emorragie interne, modificare la sua alimentazione perché molti cibi comuni interferiscono con il trattamento e a volte anche le cure per altre patologie per interferenze coi relativi farmaci. Tra analisi del sangue e cure delle complicazioni ogni paziente costa 3 mila euro l'anno. La nuova cura invece, oltre a ridurre ulteriormente il rischio, non richiede nulla di ciò: dosi fisse, due pillole al giorno, e non vi è bisogno di controlli ne interferisce con farmaci ed alimenti. Il dabigatran etexilato è già disponibile in tutta Europa dall'inizio del 2008 in seguito alle ricerche che ne dimostrarono l'efficacia contro la tromboflebite venosa. Bisognerà attendere i primi mesi del prossimo anno per l'autorizzazione al nuovo uso. Repubblica 

Sécurité: le gouvernement peaufine sa méthode

Sur trois jours de consultations, une reprise en main des dossiers s'engage. Elle commence lundi par un rendez-vous jeunesse-police à l'initiative du ministre de l'Intérieur Brice Hortefeux.

Prévention le lundi. Répression le mardi… et le mercredi. La réunion jeunesse-police qui se déroule lundi, Place ­Beauvau, sous l'autorité du ministre de l'Intérieur, n'est que le premier acte d'une opération de mobilisation qui doit durer trois jours. Dès mardi, en effet, le président de la République doit réunir à l'Élysée le premier ministre, le ministre de l'Intérieur et ses principaux subordonnés pour faire le point sur les sujets qui fâchent et donner ses instructions. Puis mercredi, Hortefeux, en fidèle grognard, haranguera, à son tour, à Paris, tous les chefs départementaux de la police et de la gendarmerie. Un quatrième acte est même prévu le 14 septembre, avec la convocation à Beauvau de dix préfets pour une explication sur les contre-performances enregistrées dans certains départements en matière de lutte contre la délinquance, notamment contre les cambrio­lages.

Ce lundi donc, l'heure est au «dialogue». Hortefeux réunira autour de lui le ministre du Travail et de la Solidarité, Xavier Darcos, flanqué de sa secrétaire d'État à la Ville Fadela Amara, et du haut-commissaire à la Jeu­nesse, Martin Hirsch. Vingt associations nationales ou de quartier seront assises autour de la table, de SOS-Racisme à l'association Zy'va du Petit Nanterre, en passant par les Braves garçons d'Afrique ou le Raid Aventures. Hacène Souadji, dit Larsen, un rappeur très influent auprès des gamins des cités, doit aussi se joindre aux conversations.

Il sera question de «respect» mutuel. On s'entendra sur un calendrier pour l'application de «mesures concrètes». «Parce qu'il n'y a pas d'un côté des jeunes forcément provocateurs et de l'autre des policiers forcément violents», résume un conseiller du ministre.

 

Au-delà du seul rejet de l'uniforme

 

Que la démarche s'inscrive ou non dans le prolongement des «forums» citoyens et autres «conférences de cohésion» de MAM n'a que peu d'importance. Brice Hortefeux a clairement conscience d'une sorte d'hiatus entre la police et une certaine frange de la population, notamment en banlieue. Un malaise qui, à l'entendre, irait au-delà du seul rejet de l'uniforme.

À peine nommé, Brice Hortefeux a connu en juillet les émeutes de Firminy, près de Saint-Étienne, après la pendaison d'un garçon de 21 ans durant sa garde à vue. Puis en août, celles de Bagnolet, à la suite du décès d'un jeune en deux roues poursuivi par une patrouille. Les autorités ont les pires difficultés à vaincre les rumeurs dans ces quartiers où la police n'entre plus qu'en pointillé. À ses risques et périls .

Les jeunes issus de l'immigration disent en avoir assez des contrôles d'identité à répétition dans ces secteurs. Les contrôles routiers s'y soldent souvent par des PV pour «outrage».

La police de ces banlieues difficiles est constituée, pour une large part, de fonctionnaires tout juste sortis d'école. Elle souffre d'un sous-encadrement structurel, les agents plus chevronnés voulant naturellement rejoindre leur province. Dans un mouvement parfois encouragé par les syndicats.

Comment tendre la main aux «jeunes» sans paraître désavouer d'autres jeunes, en uniforme ceux-là, qui font leurs armes dans un contexte si délicat ? En 2006, un rapport avait pointé du doigt la «césure» police-population en Seine-Saint-Denis. Un policier de haut rang disait alors : «Il faut cesser de tout judiciariser pour revenir aux bases de la patrouille de rue, vigilante, mais conci­liante.» Fermeté et dialogue. Hortefeux ne dit pas autre chose. Et avant lui, combien de ministres…

La police de plus en plus exposée aux violences

 

Près de 27 000 violences à dépositaires de l'autorité en un an ! Ce chiffre en constante hausse témoigne du degré d'implication des forces de l'ordre. Il révèle aussi la tension croissante dans certains quartiers, alors que le ministère de l'Intérieur a recensé plus de 31 000 outrages sur l'année écoulée. Dans la seule région parisienne, les atteintes à l'intégrité physique des policiers, gendarmes ou pompiers ont plus que doublé en treize ans, passant de 3 980 actes en 1996 à 8 762 en 2008. Le niveau de ces violences est même supérieur à celui observé en 2005, l'année des émeutes. Paris arrive en tête (2 672 faits), suivie de la Seine-Saint-Denis (1 472), des ­Yvelines (916), les « 91 », « 92 », « 94 » et « 95 » enregistrant tous environ 700 faits par an. Le Figaro

AF447: toujours pas d'explication

Le directeur du Bureau d'enquêtes et d'analyses (BEA) - chargé de l'enquête technique du crash Rio-Paris -, a déclaré ce matin que "pour l'instant", il ne pouvait "pas expliquer l'accident", survenu il y a trois mois.

"Nous n'avons toujours pas compris la cause de l'accident de l'AF447", a ajouté Paul-Louis Arslanian devant des journalistes, réunis par l'Association des Journalistes de la Presse Aéronautique et de l'Espace (AJPAE).

Le 2 juillet dernier, lors de la présentation de son rapport d'étape, le BEA avait estimé qu'une défaillance des sondes Pitot qui mesurent la vitesse de l'appareil était "un élément, mais pas la cause" de l'accident.

La recherche des boîtes noires reprendra

Pour obtenir davantage d'informations sur ce crash, les recherches des boîtes noires de l'AF447 devraient "reprendre à l'automne". Deux phases de recherches ont déjà été menées sans succès. La tâche est complexe, étant donné la profondeur (évaluée entre 3.000 et 3.500 mètres) et le relief de l'Océan atlantique dans la zone de l'accident. Le Figaro

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Un feu ravage la Californie

Cet incendie de forêt, qui se propage depuis mercredi dernier à grande vitesse au nord de Los Angeles, prend de l'ampleur. Dimanche après-midi, deux pompiers ont été tués. Le Figaro

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