samedi, 04 juillet 2009
Marines Usa e soldati britannici insieme contro i talebani
I soldati del Regno Unito
si uniscono ai marines contro i talebani
Kabul, 4. Sta assumendo proporzioni sempre più vasta l'offensiva dei marines contro i talebani nel sud dell'Afghanistan: vi prendono parte, infatti, anche soldati britannici, i quali hanno già conquistato punti nevralgici. Dunque, ai quattromila marines, ad altri soldati statunitensi e a 650 soldati afghani, vengono ad aggiungersi ulteriori rinforzi. Nel frattempo i talebani si stanno nascondendo in attesa del momento propizio per lanciare la controffensiva: è la strategia adottata dagli estremisti islamici, riferiscono fonti locali, di fronte alla progressiva avanzata dei marines.
Nelle ultime ore si sono registrati alcuni scontri, e i soldati americani stanno procedendo senza incontrare una grande resistenza. Ma le autorità militari temono che gli estremisti islamici stiano temporeggiando per poi scatenare i loro attacchi. Citato dalla France Presse, un portavoce dei talebani, Yusuf Ahmadi, ha detto: "Loro sono tanti e utilizzerebbero l'aviazione, che ucciderebbe i civili. Noi ci organizzeremo per attaccare gli americani con metodi di guerriglia". Nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, aveva affermato che la comunità internazionale deve voltare pagina nel Paese, adottando una visione strategica unitaria che comprenda le dimensioni dello sviluppo, della sicurezza, della riconciliazione. Un impegno sicuramente arduo, da realizzare in un territorio che tra offensive e controffensiva, attacchi e ritorsioni, continua a essere segnato da sanguinose violenze.
E anche oggi si sono registrati fatti di sangue. Una bomba piazzata sul ciglio di una strada è esplosa al passaggio di un convoglio della polizia, nel sud: sette i poliziotti rimasti uccisi. Poi due soldati statunitensi sono morti in un attacco suicida compiuto contro una base nell'Afghanistan orientale. L'attentatore ha cercato di entrare con un camion in una base della provincia di Paktika: è stato ucciso prima di raggiungere il proprio obiettivo, ha riferito un portavoce del Governo provinciale. I colpi di arma da fuoco hanno fatto detonare l'esplosivo che l'attentatore portava con sé: i due militari sono rimasti uccisi nell'esplosione.
Ieri erano rimasti feriti due paracadutisti italiani. Una pattuglia della Folgore era a bordo di un blindato quando un'auto, con all'interno uomini della guerriglia, si è lanciata contro il mezzo. L'urto è stato molto violento, il blindato si è capovolto, ma ha attutito il colpo. Il fatto è avvenuto lungo la strada che collega Farah a Shindad.
L'operazione ha il nome in codice di Khanjar (colpo di spada). L'obiettivo è di "ripulire" la valle di Helmand, ovvero la valle dell'oppio, dalla presenza talebana. Quest'area è controllata in gran parte dagli estremisti islamici che hanno resistito per anni a offensive delle forze Nato guidate dalla Gran Bretagna. Gli Stati Uniti, negli ultimi mesi, hanno inviato nella provincia 8.500 marines: è stato il maggior dispiegamento di forze nell'ambito dell'annunciato aumento di truppe americane dai 32.000 uomini di inizio anno ai 68.000 previsti per la fine del 2009. L'Helmand è la maggiore provincia afghana per estensione ed è uno dei bastioni talebani nel sud del Paese. Qui si produce più della metà dell'oppio afghano che, a sua volta, alimenta il 90 per cento del mercato mondiale dell'eroina. La popolazione della provincia è soprattutto pashtun, il maggior gruppo etnico afghano tradizionalmente dominante nel territorio. L'Osservatore Romano
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