mercredi, 01 juillet 2009
Parla l'arcivescovo Castellani
«Ho visto le case devastate, le macchine fuse, la disperazione negli occhi della gente. Sono intimamente provato da questa triste giornata per la città di Viareggio». Rientrato in diocesi da Roma ieri mattina all’alba, l’arcivescovo di Lucca, Italo Castellani, si è subito recato sui luoghi della tragedia, presso la Stazione Ferroviaria di Viareggio. Durante tutta la giornata di ieri ha poi incontrato le auto- rità, i soccorritori, la gente.
Eccellenza che situazione ha trovato?
L’esplosione ha segnato cose e persone, ho visto qualcosa di orribile, una distruzione che non si può immaginare. Ho trovato il dolore ma anche una solidarietà diffusa. La disponibilità e l’apertura dei viareggini infatti, mi ha profondamente commosso e una volta di più mi ha mostrato la grande generosità di questa popolazione e il suo coraggio».
Molte persone le ha già incontrate altre le visiterà in questi giorni, cosa le chiedono, come si rivolgono a lei?
Ora è il momento del conforto ai superstiti, è il momento di lenire, per quanto possibile, la sofferenza e lo smarrimento di fronte a tale evento. A volte basta un abbraccio, una carezza, una parola. Una benedizione. E poi c’è bisogno di aiuto materiale. Molti sono preoccupati per la propria casa, altri chiedono da mangiare. Altri ancora, tra quelli incontrati la mattina, non avevano ancora ben chiaro cosa fosse successo. In serata inizierò a visitare i ricoverati all’Ospedale Versilia, e farò visita alle famiglie dei deceduti. Questo è l’impegno che ho preso per i prossimi giorni. Vedendo la situazione ho messo subito a disposizione anche il mio appartamento a Viareggio per gli sfollati. Mi hanno detto che c’è bisogno di spazi, bisogna aiutare.
I soccorsi?
Va detto che la Protezione Civile e tutte le autorità stanno approntando le misure necessarie. Ringrazio davvero tutti i soccorritori che cercano con professionalità di fare ciò di cui c’è bisogno. A loro ho già assicurato una particolare e personale intenzione di preghiera di ringraziamento e sostegno su quanto fatto in queste ore e su quanto continueranno a fare. Poi ho chiesto a tutte le comunità della mia diocesi di pregare per quanti sono stati colpiti da questo evento ».
La Chiesa locale come sta reagendo?
I parroci di Viareggio, che ho incontrato nella mattina di ieri, si sono subito attivati per i soccorsi. Coordinati dalla Caritas diocesana, hanno subito messo a disposizione posti letto, sale parrocchiali, possibilità di mangiare qualcosa. La comunità dei frati francescani della Parrocchia di S. Antonio a Viareggio è stata tra le prime ad intervenire subito dopo l’esplosione. La loro casa dista poche centinaia di metri dal luogo della disgrazia. Ma oltre l’aspetto materiale, qui sentiamo tutti la necessità di pregare e di offrire al Signore le nostre intenzioni, le nostre lacrime, le nostre speranze. Incoraggiato poi dalle vicinanza del Santo Padre, che ringrazio per il telegramma di cordoglio inviatomi, insieme ai parroci abbiamo indetto per questa sera mercoledì 1 luglio una veglia di preghiera alle ore 21 nella Chiesa di San Paolino a Viareggio. Sarà un primo momento in cui faremo memoria di tutte le vittime e pregheremo per tutti quanti sono stati colpiti. Avvenire
Eccellenza che situazione ha trovato?
L’esplosione ha segnato cose e persone, ho visto qualcosa di orribile, una distruzione che non si può immaginare. Ho trovato il dolore ma anche una solidarietà diffusa. La disponibilità e l’apertura dei viareggini infatti, mi ha profondamente commosso e una volta di più mi ha mostrato la grande generosità di questa popolazione e il suo coraggio».
Molte persone le ha già incontrate altre le visiterà in questi giorni, cosa le chiedono, come si rivolgono a lei?
Ora è il momento del conforto ai superstiti, è il momento di lenire, per quanto possibile, la sofferenza e lo smarrimento di fronte a tale evento. A volte basta un abbraccio, una carezza, una parola. Una benedizione. E poi c’è bisogno di aiuto materiale. Molti sono preoccupati per la propria casa, altri chiedono da mangiare. Altri ancora, tra quelli incontrati la mattina, non avevano ancora ben chiaro cosa fosse successo. In serata inizierò a visitare i ricoverati all’Ospedale Versilia, e farò visita alle famiglie dei deceduti. Questo è l’impegno che ho preso per i prossimi giorni. Vedendo la situazione ho messo subito a disposizione anche il mio appartamento a Viareggio per gli sfollati. Mi hanno detto che c’è bisogno di spazi, bisogna aiutare.
I soccorsi?
Va detto che la Protezione Civile e tutte le autorità stanno approntando le misure necessarie. Ringrazio davvero tutti i soccorritori che cercano con professionalità di fare ciò di cui c’è bisogno. A loro ho già assicurato una particolare e personale intenzione di preghiera di ringraziamento e sostegno su quanto fatto in queste ore e su quanto continueranno a fare. Poi ho chiesto a tutte le comunità della mia diocesi di pregare per quanti sono stati colpiti da questo evento ».
La Chiesa locale come sta reagendo?
I parroci di Viareggio, che ho incontrato nella mattina di ieri, si sono subito attivati per i soccorsi. Coordinati dalla Caritas diocesana, hanno subito messo a disposizione posti letto, sale parrocchiali, possibilità di mangiare qualcosa. La comunità dei frati francescani della Parrocchia di S. Antonio a Viareggio è stata tra le prime ad intervenire subito dopo l’esplosione. La loro casa dista poche centinaia di metri dal luogo della disgrazia. Ma oltre l’aspetto materiale, qui sentiamo tutti la necessità di pregare e di offrire al Signore le nostre intenzioni, le nostre lacrime, le nostre speranze. Incoraggiato poi dalle vicinanza del Santo Padre, che ringrazio per il telegramma di cordoglio inviatomi, insieme ai parroci abbiamo indetto per questa sera mercoledì 1 luglio una veglia di preghiera alle ore 21 nella Chiesa di San Paolino a Viareggio. Sarà un primo momento in cui faremo memoria di tutte le vittime e pregheremo per tutti quanti sono stati colpiti. Avvenire
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