jeudi, 30 avril 2009
Alla Coldiretti Berlusconi mangia la mortadella
L'invito del sottosegretario alla Salute: "Non è una quarantena"
E Silvio Berlusconi, alla Coldiretti, mangia la mortadella
Fazio: "A casa chi torna dal Messico"
Oms, accertati 260 casi in tutto il mondo
ROMA - La tensione sale. E sfiora la psicosi della pandemia. Dopo la decisione dell'Oms di alzare alla fase 5 il livello di allerta per l'epidemia di influenza proveniente dal Messico, ogni Paese si prepara ora a fare scattare i piani di emergenza. Oggi il numero dei casi ufficialmente notificati all'Organizzazione mondiale della sanità e confermati da analisi di laboratorio è salito a 260, contro i 148 di ieri. Mentre l'Onu raccomanda di limitare strette di mano, abbracci e viaggi non indispensabili.
Ue. I 27 ministri della Salute dell'Ue hanno deciso di rafforzare il coordinamento a livello europeo. In particolare, coopereranno in stretto contatto con l'industria farmaceutica per facilitare lo sviluppo di un vaccino pilota che protegga dall'influenza A/H1N1 (questo il nome adottato oggi dall'Oms) facendo in questo modo delle aperture all'idea di una strategia comune per i vaccini. Bocciata, invece, la proposta francese di introdurre norme coercitive per bloccare i viaggi dall'Unione verso il Messico per l'opposizione di diversi paesi tra cui la Spagna e la Germania.
Italia. La situazione, assicura il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è "sotto controllo". Ad oggi, infatti, nessun caso è segnalato, anche se tra i casi sospetti in Messico c'è una bimba italiana di un anno e nove mesi. Come misura di prevenzione però, ha detto il sottosegretario Ferruccio Fazio, i medici valuteranno uno 'stop' a casa per sette giorni se si rientra dal Messico. In pratica una sorta di quarantena. Notizie confortanti anche per le scorte di medicinali: "A giorni partirà l'incapsulamento di 30 milioni di dosi di principio attivo", dice Sacconi.
Le polemiche. Nel nostro Paese sul rischio pandemia si accende anche il dibattito. E' "importante che non ci sia riferimento ai suini perché non c'è correlazione tra il consumo della carne di suino e questo virus", precisa il ministro delle politiche agricole Luca Zaia al Forum di Coldiretti. E alla stessa convention il premier Silvio Berlusconi compie un gesto simbolico, assaggiando un pezzo di mortadella. E c'è anche chi sostiene che si sia in presenza di esagerazioni. Lo pensa il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e lo pensa anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni ("forse ci sono degli interessi economici in gioco"). Resta comunque attivo il numero verde del ministero (1500) mentre in varie regioni sono stati istituiti comitati di crisi per l'attuazione dei piani pre-pandemia.
Usa. Una persona dello staff di Barak Obama potrebbe aver contratto il virus dell'influenza. Lo ha riferito la Casa Bianca, sottolineando che si tratterebbe di un membro della delegazione che accompagnò il presidente americano nella missione in Messico del 16 aprile. Intanto negli Stati Uniti sono state chiuse oltre 4mila scuole e 170mila studenti sono rimasti a casa in particolare in Texas e New York, le zone più colpite dal virus.
(Repubblica)
22:56 Publié dans Stampa | Lien permanent | Commentaires (0) | Trackbacks (0) | Envoyer cette note
Garlasco, sentenza rinviata
La decisione dopo oltre quattro ore di camera di consiglio
Garlasco, sentenza rinviata. Il gup
chiede nuove perizie e critica l'accusa
Nuovi acertamenti sul percorso compiuto nella casa, sull'ora della morte, sul pc e sulle scarpe di Stasi.
«Emergono elementi di incompletezza d'indagine»
VIGEVANO - Il gup di Vigevano, Stefano Vitelli, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio ha deciso di rinviare la sentenza su Alberto Stasi per l’omicidlo di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Ha infatti disposto tre nuove perizie e deciso di ascoltare nuovi testimoni. In aggiunta, esprimei critiche su alcune parti degli accertamenti svolti dall'accusa e sull'indagine nel suo complesso: «Emergono alcune significative incompletezze di indagine che per la loro potenziale rilevanza devono essere oggetto di un approfondimento istruttorio» scrive il Gup nell'ordinanza.
CINQUE NUOVE PERIZIE - La perizie richieste prevedono accertamenti sul computer di Alberto Stasi, sul percorso da lui compiuto quando ritrovò il cadavere della fidanzata, sull'orario della morte della vittima e sulle scarpe di Alberto Stasi (due i nuovi accertamenti ordinati), una sulle tracce trovate sui pedali della bici e una sul dispenser del sapone sul quale erano state trovate tracce ritenute appartenenti al fidanzato di Chiara. Inoltre, il giudice - secondo quanto trapelato dall'aula ha disposto anche un sopralluogo nella villetta di Garlasco dove è avvenuto il delitto. Slitta, pertanto, la sentenza nei confronti di Stasi, per il quale il pm ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Il Gup di Vigevano non ha deciso neppure sull'accusa di detenzione di materiale pedopornografico contestata in un procedimento parallelo ad Alberto Stasi. Anche in questo caso il giudice ha disposto una nuova perizia rinviando quindi ogni decisione su un eventuale rinvio a giudizio o un proscioglimento.
«METODI SCORRETTI» - Il Gup, oltre a disporre nuove perizie ha deciso di ascoltare nuovi testimoni nel processo con rito abbreviato. Tra questi, i vicini di casa, alcuni carabinieri e il perito Piero Boccardo che aveva analizzato la camminata di Alberto sul pavimento della villetta. Un'udienza si svolgerà il 13 maggio con il conferimento degli incarichi a diversi collegi peritali. Il Gup, tra l'altro, scrive nell'ordinanza che gli accertamenti fatti sul computer portatile di Alberto Stasi da parte della polizia giudiziaria, effettuati prima dell'intervento dei Ris, sono stati messi «in essere secondo una metodologia sicuramente scorretta, disattendendo i protocolli già invalsi in materia, venendo quindi a costituire... una causa di potenziale alterazione e disposizione del contenuto del documento informatico».
I LEGALI - «Non ho mai chiesto una giustizia veloce, ci vorrà ancora qualche mese di attesa». È quanto afferma il legale di parte civile della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, dopo la lettura della decisione del Gup Stefano Vitelli. «Il giudice - ha spiegato l'avvocato - ha disposto nuove perizie». Di contro Giuseppe Colli, uno dei legali insieme al prof. Angelo Giarda di Alberto Stasi: «I dubbi che noi abbiamo inculcato nel giudice - ha aggiunto - ora dovrebbero essere risolti». Colli ha spiegato che la decisione con cui il giudice ha disposto le nuove perizie è molto precisa ed articolata. «Ci sarà un nuovo sopralluogo in casa, al quale Alberto non dovrebbe partecipare - ha precisato Colli - e saranno sentiti di nuovo i testimoni». L'avvocato ha anche confidato che Alberto Stasi ha accolto la decisione del Gup rimanendo impassibile. «Nessuna reazione». (Corrioere)
22:52 Publié dans Stampa | Lien permanent | Commentaires (0) | Trackbacks (0) | Envoyer cette note
Le nom scientifique: A (H1N1)
Ne l'appelez plus «grippe porcine» mais... A (H1N1)
L'OMS a tranché : la grippe qui se propage dans le monde portera désormais son nom scientifique au grand soulagement des producteurs de porcs et du Mexique.
La guerre des noms a pris fin. Une semaine après son apparition sur le devant de la scène sanitaire, la «grippe porcine», apparue au Mexique, a été rebaptisée jeudi «grippe A (H1N1)», par l'Organisation mondiale de la santé. Avec ce nouveau patronyme très politiquement correct, qui reprend la dénomination médicale du virus, l'agence onusienne espère faire taire toutes les polémiques autour du nom du virus.
Le terme «grippe porcine» avait été très décrié, à la fois par les producteurs de cochons et par l'Organisation mondiale de la santé animale (OIE). Plusieurs organisations de producteurs de porcs, notamment celles du Canada et du Brésil, avaient protesté par écrit à l'OMS. Elles estimaient que la dénomination grippe porcine «portait préjudice aux producteurs de porc du monde entier et pouvait entraîner de sérieuses pertes» pour le secteur dont les cours ont commencé à baisser. Surtout, soulignaient les producteurs, la dénomination «grippe porcine» est inexacte, scientifiquement parlant. «Ce virus a à la fois des caractéristiques porcines, aviaires et humaines. Mais à ce jour il n'a pas été isolé sur des animaux», avait en effet critiqué l'OIE, en début de semaine. «Il n'est donc pas justifié d'appeler cette maladie grippe porcine», s'était plainte l'organisation, qui proposait de rebaptiser le virus «grippe nord-américaine».
«Grippe mexicaine» un terme jugé discriminatoire
La dénomination «grippe porcine» gênait également Israël. En hébreux, la grippe porcine se traduit par «la grippe des porcs», or dans la religion juive le cochon est considéré comme un animal impur. Pour ne pas avoir à prononcer le nom de la bête, le vice-ministre israélien de la Santé, l'utra-orthodoxe Yaakov Litzman, avait retenu lundi le terme de «grippe du Mexique». Cette appellation n'avait pas fait long feu, l'ambassadeur du Mexique en Israël ayant présenté une protestation officielle.
Le Mexique s'est d'ailleurs montré très sourcilleux à ce sujet. Alors que nombre de journalistes français reprenaient à leur compte le terme «grippe mexicaine», l'ambassade du Mexique en France a pris jeudi contact avec les médias concernés pour tenter de contrer le phénomène. «L'utilisation de ce type de dénomination est discriminatoire et nuit à l'image d'un pays qui lutte de façon rapide et efficace pour éviter la propagation de ce virus et dont la stratégie a été reconnue par plusieurs Etats et organismes tels que l'OMS et l'Organisation panaméricaine de la santé», déclarait un communiqué de l'ambassade. «P ourquoi cibler le Mexique? Je ne l'accepte pas. Ce n'est pas le seul foyer. Ca a commencé en Amérique du Nord, pas seulement au Mexique», dénonçait l'ambassadeur du Mexique à Paris, Carlos de Icaza.
Soucieuse de ménager les intérêts économiques de ses producteurs et la susceptibilité de ses partenaires étrangers, la Commission européenne avait elle préconisé un troisième patronyme : «nouvelle grippe» («novel flu» en anglais). (Le Figaro)
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Partenariat Chrysler-Fiat
Obama confirme la signature
d'un partenariat Chrysler-Fiat
Selon le président américain, cet accord, qui a «de grandes chances de réussite», permettra de redresser le constructeur américain et de sauver des milliers d'emplois. Robert Nardelli ne sera plus PDG de Chrysler.
Il faut sauver le soldat Chrysler. C'est en substance le message adressé par Barack Obama aux citoyens américains, alors qu'il présentait ce jeudi au cours d'une conférence de presse les mesures prises par les autorités fédérales afin de sauver le constructeur, déclaré officiellement en faillite. D'après le président américain, Chrysler est un «symbole de l'Amérique», c'est pourquoi il faut sauver une entreprise qui a donné «du travail a de nombreux Américains» et qui demeure encore un «pilier de notre économie». Du coup, le gouvernement va aider le constructeur automobile à hauteur de 3 à 3,5 milliards de dollars pendant sa procédure de dépôt de bilan. 4,7 milliards de dollars seront par la suite prêtés au nouveau Chrysler qui sortira de cette restructuration. Le gouvernement canadien et celui de la province de l'Ontario alloueront également 2,42 milliards de dollars.
Option de prise de contrôle par Fiat une fois l'Etat remboursé
Le président américain a également annoncé la conclusion entre Chrysler et son concurrent italien Fiat d'un partenariat qui a «de grandes chances de réussite». Cette allliance prendrait la forme d'une prise de participation initiale de 20% de Fiat dans Chrysler en échange de l'apport de sa technologie. Le constructeur italien indique dans un communiqué qu'il pourra ensuite monter à 35% à condition «d'atteindre des objectifs prédéterminés», dont la production de moteurs aux Etats-Unis, d'un modèle Chrysler doté de la technologie Fiat et d'une amélioration des ventes de l'américain dans le réseau Fiat hors Amérique du Nord. Ce dernier disposera ensuite d'une option, entre janvier 2013 et juin 2016, pour prendre jusqu'à 49% du capital de Chrysler, une fois que ce dernier «aura remboursé en totalité les prêts garantis par le Trésor américain».
Visiblement déterminé à sortir ce groupe de la crise, Obama a lancé une petite pique à ceux qui prétendent que Chrysler serait dans une situation trop fragile pour s'en sortir, insistant sur le fait que «la faillite n'est pas un signe de faiblesse», et que cette procédure «permettra de remettre Chrysler sur la voie du succès». Il a également promis une procédure de dépôt de bilan «rapide», «efficace» et «contrôlée», grâce notamment au fait que l'administration a les syndicats et les principaux créanciers de son côté.
Le PDG de Chrysler sur le départ
Le sauvetage de Chrysler ne sera pour autant pas de tout repos. Première «victime collatérale» de l'intervention étatique, Robert Nardelli, le PDG de Chrysler, a annoncé jeudi sur la chaîne d'information financière CNBC qu'il n'allait pas être maintenu à ce poste et que le conseil d'administration reviendrait à des personnes nommées par l'Etat et le groupe italien Fiat. Selon Nardelli, il s'agit avant tout de «réinsuffler de la vie à Chrysler», estimant que le dépôt de bilan permettrait à la société «de ressortir très amincie, en laissant derrière elle son passif». Dans le cadre de ce plan de restructuration, Chrysler a déjà annoncé qu'il allait suspendre temporairement sa production à partir de lundi prochain.
(Le Figaro)
22:44 Publié dans Presse | Lien permanent | Commentaires (0) | Trackbacks (0) | Envoyer cette note
Accordo fatto tra Fiat e Chrysler
La casa usa chiede bancarotta pilotata. Alla Fiat il 20%. Berlusconi: Italia sia orgogliosa
Fiat-Chrysler, accordo fatto
Obama: «Unica via d'uscita»
Come anticipato dal Corriere della Sera: firma raggiunta. Marchionne: «Arriveremo al 51% nel 2013»
MILANO - L'accordo è stato raggiunto. Fiat e Chrysler hanno trovato l'intesa a lungo inseguita negli ultimi mesi. Come anticipato nella tarda mattinata di mercoledì dal Corriere della Sera, il presidente Usa Barack Obama alle 18 ora italiana ha annunciato la firma dell'accordo tra le due case automoblistiche. «Sono lieto di annunciare che Chrysler e Fiat hanno raggiunto un accordo di partnership» ha detto Obama. «Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo per un brillante futuro. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita: Fiat è l'unica possibilità di salvezza». «Fiat ha già trasferito la nuova tecnologia a Chryler» ha poi aggiunto. Il presidente Usa ha anche invitato i consumatori a comprare americano: «Abbiamo fatto grandi progressi. Chrysler e Gm ce la faranno».
BERLUSCONI: ORGOGLIO ITALIA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «esprime grande soddisfazione per l'accordo, che rappresenta un'ulteriore testimonianza delle forti relazioni economiche e commerciali tra Italia e Stati Uniti ed è una dimostrazione tangibile dell'impegno comune dei due Paesi nel fronteggiare l'attuale difficile congiuntura economica internazionale». È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. «L'accordo rappresenta anche una conferma delle capacità industriali e di innovazione tecnologica raggiunte dalla Fiat, di cui l'Italia può essere giustamente orgogliosa».
Sergio Marchionne (Ap)
MARCHIONNE - «È un momento storico per il Gruppo Fiat e per l'industria italiana. Quest'operazione rappresenta una soluzione costruttiva e importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrysler ma l'intera industria automobilistica mondiale». Così l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, commenta l'accordo raggiunto con la casa automobilistica di Detroit. «L'alleanza - continua Marchionne - permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonchè la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno». L'alleanza strategica globale tra Fiat e Chrysler avverrà «tramite la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler a una Newco», che al closing dell'operazione assegnerà a Fiat una quota pari al 20%. Così una nota del gruppo Fiat, che precisa che la casa italiana potrà ottenere un'ulteriore partecipazione del 15% e ha l'opzione di acquistare un ulteriore 16% (esercitabile dal primo gennaio 2013 al 30 giugno 2016). «Insieme ai nostri nuovi partner della Chrysler lavoreremo per valorizzare l'enorme potenziale di quest'alleanza - ha detto Marchionne - e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l'Alfa Romeo e la Cinquecento, che ha vinto numerosi premi».
LA DECISIONE - Nei dettagli la casa automoblistica americana farà ricorso a una «bancarotta chirurgica che durerà fra i 30 e i 60 giorni» ha spiegato il presidente Obama. « La bancarotta di Chrysler sarà veloce ed efficiente, non era la soluzione preferita», ma la mancanza di un accordo con i piccoli creditori l'ha resa necessaria. «Il United Auto Worker (Uaw) e le grandi banche hanno accettato molti sacrifici. Nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo» con tutti i creditori, ha spiegato Barack Obama che poi ha elogiato l'atteggiamento avuto dai sindacati e dai lavoratori «che hanno fatto enormi sacrifici». La bancarotta sarà «rapida» e la richiesta per l'accesso sarà presentata a New York, ha aggiunto. Il governo americano fornirà a Chrysler finanziamenti per 3-3,5 miliardi di dollari durante la bancarotta. Il governo americano non prevede ulteriori tagli all'occupazione oltre a quelli già annunciati nè la chiusura immediata di altri impianti Chrysler. Il presidente Usa ha poi spiegato che Gmac ha accettato di finanziare le nuove vendite di Chrysler.
PIAZZA AFFARI, SCAMBI RECORD - Seduta nera a Piazza Affari per Fiat, trascorsa in attesa dell'annuncio di Obama sulla firma dell'accordo. Il titolo del Lingotto, partito al ribasso già in controtendenza rispetto agli indici, ha dapprima spinto l'acceleratore al rialzo appena trapelate le prime indiscrezioni sulla conclusione dell'accordo, arrivando per pochi secondi in territorio positivo (8,12 euro per azione il picco massimo), poi è tornato a calare, toccando il minimo dopo la diffusione della notizia della richiesta di bancarotta pilotata da parte del gruppo automobilistico di Detroit. Da record gli scambi: sono oltre 93 milioni i pezzi passati di mano durante la seduta, pari a circa l'8,5% del capitale. Alla fine il titolo ha archiviato un ribasso del 5,94% a quota 7,515 euro, molto vicino ai minimi della seduta (7,46 euro). La performance del Lingotto resta comunque positiva nell'ultimo mese (+50%), così come a distanza di sei mesi. (Corriere)
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François Bayrou contre Sarkozy
Bayrou prend la plume
contre Sarkozy
Le président du MoDem, en mars dernier, dans son bureau. François Bayrou publie son douzième livre, le plus offensif.
Dans son livre qui sort en librairie jeudi, le président du MoDem dénonce l'atteinte profonde faite au projet national et républicain de la France».
François Bayrou en est convaincu, une fausse «image d'intellectuel» lui collerait à la peau. «Je me sens pourtant plus l'âme d'un ingénieur, je sais ce qu'est un moteur Diesel ou un appareil photo», confiait-il, il y a deux jours, en sortant d'une visite d'un village «100 % écologique» de la banlieue londonienne.
Aujourd'hui, l'actualité du président du MoDem ne porte pas sur «Bayrou l'ingénieur», mais bien sur «Bayrou l'écrivain». Voire le pamphlétaire. Depuis jeudi matin, son livre Abus de pouvoir - «pouvoir au singulier», tient-il à préciser -, est dans toutes les librairies. Sans doute le plus «offensif» des douze livres qu'il a déjà écrits, assure un proche. Devant l'affluence des appels au service de presse de son éditeur, Plon, 20 000 exemplaires supplémentaires ont même été imprimés cette semaine, en plus des 50 000 initialement prévus.
François Bayrou, lui, assure, que son livre n'est «pas un pamphlet», mais «la confrontation de deux visions de pensée». La sienne, bien évidemment, et celle de Nicolas Sarkozy. Celle de deux modèles de société. De deux systèmes.
«Cinq années de combat»
L'un, celui qu'il défend, prônant l'«humanisme», c'est-à-dire «sciences et conscience, démocratie et solidarité», l'autre, dit-il, prônant l'«argent, la communication, les affaires» et «un exercice du pouvoir, souvent arbitraire». Au fil des pages, Bayrou revient sur certaines de ses marottes, comme «l'affaire Tapie». À chaque fois, il y voit un lien avec l'Élysée. «Ce livre, promet-il toutefois, n'est pas une confrontation avec un homme (Nicolas Sarkozy), je n'ai aucune querelle personnelle avec lui, mais avec un système.» Ce qui ne l'empêche pas de le désigner comme un «enfant barbare».
L'un de ses proches disait, il y a quelques jours, que cet ouvrage marquerait «le retour de la plume qui devient épée». Pour autant, assure lui-même au Figaro François Bayrou, ce livre n'est pas Le Coup d'État permanent de François Mitterrand. «Le Coup d'État permanent était un livre institutionnel. Abus de pouvoir ne cible pas uniquement les institutions, mais l'atteinte profonde qui est faite au projet national et républicain de la France», dit-il.
La thèse de Bayrou est que Sarkozy «ébranle, fragilise et abat le modèle à part que la France porte dans le monde depuis des décennies, voire des siècles». Bref, pour lui, ne pas résister «serait un manquement à notre histoire». Dans sa ligne de mire, les réformes des hôpitaux, de la recherche et plus généralement des services publics.
Prévue de longue date, la sortie d'Abus de pouvoir coïncide avec le deuxième anniversaire de Nicolas Sarkozy à l'Élysée. Pas vraiment un hasard. «Je pense qu'une partie des Français commencent à ouvrir les yeux», dit-il.
Pour autant, confie François Bayrou, «je ne me sens pas en campagne». «Simplement, je savais depuis le premier jour que ces cinq années seraient cinq années de combat pour arriver à dévoiler ce qui se passe.» Sans doute est-ce cela Abus de pouvoir : un livre de combat. Même si, parfois, sa plume se veut plus tendre, comme avec Jacques Chirac.
"Abus de pouvoir", morceaux choisis
Sur la droite : "J'en suis sûr, il y a une autre droite que cette droite de domination et de rapports de forces. En tout cas, j'ai connu une autre droite. J'ai connu une droite qui ne parlait pas d'argent devant les enfants. J'ai connu une droite qui s'honorait quand il y avait dans la famille un officier ou un prêtre, bien sûr désargentés (…). J'ai connu des libéraux qui réprouvaient le mélange des genres entre le pouvoir politique et le pouvoir économique."
Sur Nicolas Sarkozy : "Il est un trait de caractère chez l'actuel président de la République qui touche non pas aux idées, même pas aux valeurs, mais à l'idée même qu'on se fait d'un peuple. L'idée, je ne vois pas d'autre mot que puérile, qu'il suffit d'arriver pour tout changer, et qu'on peut tout changer. Si j'avais un livre à écrire sur cet homme, je l'intitulerais L'Enfant barbare."
Sur le discours de Dakar : "Un président français (!) s'adresse aux cadres en devenir d'un pays d'Afrique comme s'il était le porte-parole autorisé du progrès s'adressant à des primitifs (…). Et je me suis dit que, béat devant les puissants, il manquait à Nicolas Sarkozy quelque chose d'une compréhension élémentaire quand il s'adresse à ceux qui ne le sont pas. "
Sur Jacques Chirac : "Il a été à sa manière, sans le dire ou plus souvent sans l'exprimer clairement, un défenseur du modèle républicain français que Nicolas Sarkozy ne supporte pas (…). Il y avait chez Chirac (…) quelque chose d'un Oriental revenu de tout qui regarde de loin l'évolution des choses." (Le Figaro)
14:49 Publié dans Presse | Lien permanent | Commentaires (0) | Trackbacks (0) | Envoyer cette note
Di Pietro e la Liberazione
Lo statista e la Liberazione
giovedì 30 aprile 2009
di Gianluca Perricone
Lo statista dell’Italia dei Valori, nei giorni scorsi, ha offerto l’ennesima perla rilasciando un’altra delle sue sobrie e responsabili dichiarazioni.
Testualmente dall’agenzia Agi: «"A Berlusconi non frega niente del 25 Aprile. Berlusconi si è fregato il 25 Aprile, trasformando il giorno della liberazione in 'giorno della liberta'". Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, durante un incontro elettorale a Novara». Roba da far invidia ai linguisti dell’Accademia della Crusca!
Eppure, dando un’occhiata alla Garzanti on line, si viene a sapere che il termine “fregare” può significare “rubare” il quale a sua volta (si cita ancora testualmente) corrisponde ad “appropriarsi in modo illecito di beni altrui; sottrarre ad altri qualcosa, spec. con l'astuzia o con la frode” o ancora “sottrarre, portar via quanto appartiene ad altri”. Ecco, il punto è proprio qui: la Liberazione non è un bene di qualcuno e non appartiene a chicchessia. La Liberazione – come ha avuto anche occasione di ricordare il presidente Napolitano – è un bene di tutti gli italiani: anche di Berlusconi, aggiungiamo noi.
E’ vero: qualcuno spesso, forse troppo spesso, si dimentica di ringraziare americani ed inglesi senza i quali, probabilmente, non si sarebbe festeggiato un bel niente: questa, però, è un’altra cosa.
Ritorniamo al nostro statista il quale, come più volte da noi stigmatizzato, non perde occasione per vomitare sull’attuale governo parole che non si ascolterebbero neppure in un’osteria durante una partita a tressette disputata da giocatori alticci.
A noi piace, il Di Pietro e ci permettiamo di suggerirgli anche un altro spunto per una sua boutade. Recitava il 28 aprile scorso l’agenzia Ansa: «Un uomo ha minacciato di darsi fuoco sotto casa di Silvio Berlusconi, in via del Plebiscito a Roma, ma è stato bloccato dai Carabinieri che sono di vigilanza davanti alla residenza del premier». Ci aspettiamo, anche su questo episodio, una misurata dichiarazione del Nostro. (Giustizia Giusta)
14:45 Publié dans Stampa | Lien permanent | Commentaires (0) | Trackbacks (0) | Envoyer cette note
Questions sur un virus inconnu
Questions sur un virus grippal inconnu
Les Etats centraux du Mexique sont à éviter en cas de déplacement à l'étranger.
Le comportement du nouveau virus grippal A (H1N1), apparu au Mexique et aux États-Unis, pose de multiples questions aux experts.
• Que sait-on du nouveau virus ? D'après les spécialistes, c'est un virus H1N1 d'origine porcine. Les virus chez le porc appartiennent à la «famille» des influenza A. À l'origine, tous les virus grippaux du porc viennent de l'homme. C'est l'homme qui a infecté le porc. C'est la raison pour laquelle les deux espèces ont les mêmes virus H1N1, H3N2, H2N2, etc. Rappelons que les sous-types viraux sont définis par leur hémagglutinine (H) et leur neuraminidase (N), deux protéines de surface indispensables à l'entrée du virus dans les cellules et à la multiplication virale. Le nouveau virus est un hybride de deux virus H1N1 porcins : l'un est un H1N1 «classique» (ce virus a une histoire commune avec l'homme), l'autre est un H1N1 «eurasien» également appelé «avian-like». Il vient des oiseaux et a supplanté en Europe les virus classiques chez le porc.
• E xiste-t-il des médicaments ? Les biologistes moléculaires qui ont comparé les séquences génétiques de ce virus avec celles des autres virus grippaux prédisent que le nouveau virus est sensible au Tamiflu et au Relenza, du moins au début de l'infection. Ils sont rejoints dans cette analyse par les cliniciens qui ont soigné les malades au Mexique et aux États-Unis. En revanche il résiste aux «vieux» antiviraux (amantadine et rimantadine) qui ne font plus partie de l'arsenal prépandémique en France. Il est à noter qu'une des souches dominantes de la grippe saisonnière humaine (un H1N1) est devenue résistante à 100 % au Tamiflu.
• Y a-t-il un vaccin ? La Mairie de Mexico a voulu lancer vendredi une campagne massive de vaccination contre la grippe porcine. avec le vaccin de la grippe saisonnière. Une partie du virus H1N1 est en effet contenue dans le vaccin humain contre la grippe saisonnière. Mais compte tenu de la distance antigénique entre les virus porcins et humains, une protection croisée semble très improbable. Le Comité français de préparation prépandémique n'a pas recommandé cette stratégie vaccinale.
• Combien de temps faut-il pour préparer un nouveau vaccin ? Une fois le virus identifié et séquencé, une préparation d'une souche tuée servira de «semence» qui sera produite en grande quantité et injectée à des œufs embryonnés de poulets. C'est l'affaire de quelques mois. Dans le meilleur scénario, les autorités sanitaires accepteraient qu'un vaccin anti-H1N1 soit considéré comme une simple modification du vaccin saisonnier, ce qui raccourcirait son enregistrement administratif. Deux bonnes nouvelles : contrairement au virus H5N1 aviaire, ce virus de porc ne tue pas les embryons de poule. Et les industriels des vaccins vétérinaires ont une grosse expérience du vaccin H1N1. Mais vendredi, un expert français avertissait : «Les ressources industrielles limitées et la demande potentielle énorme d'un vaccin pandémique vont mettre en difficulté notre arsenal manufacturier. Il est probable que nous ne soyons pas capables de mener à bien de front un vaccin pandémique et un vaccin contre la prochaine épidémie saisonnière humaine.»
• Ce virus est-il pathogène ? L'appellation «hautement pathogène» ne s'applique qu'aux virus aviaires lorsqu'ils sont testés chez le poulet et qu'ils y provoquent une forte mortalité. À l'évidence, toutefois, le H1N1 est capable de tuer des adultes jeunes en bonne santé. Par ailleurs, il est capable de se transmettre d'homme à homme : les Centers for Disease Control (CDC) américains ont vérifié qu'aucun des 11 patients infectés aux États-Unis n'a été en contact avec des porcs. Idem pour une majorité des morts mexicains. En revanche, le H1N1 déclenche, chez le cochon, une maladie plus sévère que d'autres souches…
• Quelles précautions faut-il prendre pour éviter la contagion ? Les mesures d'hygiène classiques restent de bon aloi : lavage fréquent des mains, isolement des malades susceptibles d'être contagieux, annulation des réunions. Pour ce qui est des voyages à l'étranger, il faut se renseigner avant le départ auprès du ministère de la Santé ou des Affaires étrangères. On peut contacter la plate-forme grippe aviaire au 0825 302 302. Sur place, évitez les rassemblements publics (spectacles, réunions, concerts). Si vous partez au Mexique, renseignez vous sur votre destination, mais les États centraux sont à éviter.
• La mise en quarantaine est-elle efficace ? C'est une stratégie qui avait été tentée par l'Australie en 1918 pendant l'épidémie de grippe espagnole qui a fait 20 millions de morts. Mais fermer un continent aussi vaste est impossible. Et l'on sait en matière d'épidémies que les contrôles à la sortie des pays contaminés sont beaucoup plus efficaces que les mesures à l'entrée des pays indemnes. Mais les autorités australiennes avaient gagné une denrée inestimable : du temps. «Retarder d'une à trois semaines la survenue d'une pandémie de grippe sur son territoire, c'est énorme, précise au Figaro Jean-Claude Manuguerra (Institut Pasteur, Paris). Cela permet de mieux se préparer, et surtout d'étaler le pic de l'épidémie, elle est déjà moins forte quand elle surgit.» Mais il est déjà trop tard pour empêcher le virus mexicain de faire le tour du monde : Israël, l'Espagne, la France et le Royaume-Uni ont des cas suspects… (Le Figaro)
14:41 Publié dans Presse | Lien permanent | Commentaires (0) | Trackbacks (0) | Envoyer cette note
Evitare che le ricchezze del Congo finanzino la guerra nell'Est
AFRICA/CONGO RD - Un disegno di legge americano per evitare che le ricchezze congolesi continuino a finanziare la guerra nell'est del Paese
Kinshasa (Agenzia Fides)- Da anni i Vescovi della Repubblica Democratica del Congo, i sacerdoti e i missionari che operano nel Paese denunciano le ragioni economiche delle guerre che insanguinano l'est della RDC.
Al di là degli aspetti “etnici”, che sono spesso solo un pretesto, sono gli interessi economici, legati allo sfruttamento delle risorse minerarie di questa area ricchissima, ad essere la causa principale delle violenze.
Questa situazione era stata denunciata anche da alcuni rapporti dell'ONU, passati in gran parte inosservati, e da diverse organizzazioni non governative internazionali. Finalmente, tre Senatori statunitensi hanno presentato un progetto di legge con il quale si intende disciplinare l'acquisto dei metalli utilizzati per la fabbricazione di prodotti di alta tecnologia (radar, cellulari ...), per evitare che le imprese americane li acquistino, direttamente o indirettamente, da mediatori legati ai gruppi armati che agiscono nell'est del Congo. Questi gruppi scacciano la popolazione dalle aree minerarie per poi procedere all'estrazione illegale (di stagno, coltan, oro, ecc...), senza pagare allo Stato congolese alcuna tassa, e inquinando gravemente l'ambiente, attraverso l'uso di arsenico e cianuro per estrarre metalli come l'oro.
Secondo gli autori del progetto di legge, il Dipartimento di Stato è obbligato a seguire “con molta attenzione il finanziamento dei gruppi armati in aree ricche di minerali, come in Congo”. Il disegno di legge prevede inoltre che le società americane che acquistano i minerali del tipo di quelli che si trovano in Congo, dichiarino all'ente di controllo della Borsa americana, l'origine dei minerali. Si tratta di uno schema simile a quello avviato con diamanti. Da qualche anno infatti, il Processo di Kimberly impone una certificazione dei diamanti venduti sui mercati internazionali, per impedire (o comunque limitare) il commercio dei cosiddetti “diamanti di sangue”, le gemme estratte nelle aree controllate da gruppi di guerriglia. (L.M.)
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Arrestato il primo ministro
AFRICA/MADAGASCAR - Arrestato il Primo Ministro nominato dall'ex Presidente Ravalomanana, che si trova all'estero in esilio
Antananarivo (Agenzia Fides)- “La situazione sembra complicarsi e non si vede ancora una via di uscita alla crisi” dicono all'Agenzia Fides fonti di Radio don Bosco, la più importante radio cattolica del Madagascar, dove ieri, 29 aprile, le forze di sicurezza hanno arresto Manandafy Rakotonirina, il Primo Ministro designato dal Presidente dimissionario Marc Ravalomanana, attualmente in esilio (vedi Fides17/4/2009), in contrapposizione a Monja Roindefo, il Premier nominato da Andry Rajoelina, Presidente dell'Alta Autorità di Transizione. Una situazione difficile anche per la comunità internazionale che si trova di fronte a due poteri che rivendicano ciascuno la legittimità.
L'arresto è stato effettuato da una ventina di soldati armati e mascherati che sono penetrati nell'hotel dove Rakotonirina aveva stabilito il suo quartiere generale. Rakotonirina è accusato di aver contribuito a fomentare le proteste contro l'Alta Autorità di Transizione, guidata da Andry Rajoelina, l'ex sindaco di Antananarivo, la capitale del Paese. La scorsa settimana, nel corso di incidenti tra la polizia e i dimostrati pro Ravalomanana, sono morte due persone. Rakotonirina, inoltre, aveva annunciato la nomina dei primi 6 Ministri di un governo che si poneva in alternativa all'Alta Autorità di Transizione. Quest'ultima guida il Madagascar dal 17 marzo, quando il Presidente Ravalomanana aveva presentato le dimissioni e aveva trasferito i poteri ad un direttorio militare. “Questa procedura è anticostituzionale perché nella Costituzione non è previsto nessun direttorio militare” spiegano le fonti di Fides. I militari infatti hanno subito trasferito i poteri ad un'Alta Autorità di Transizione, guidata da Rajoelina, che da mesi guidava le proteste di piazza contro Ravalomanana. “Anche l'Alta Autorità di Transizione non è prevista dalla Costituzione, ma almeno si tratta di un organo formato da civili, politici e rappresentanti della società civile. Questo organo dovrà riformare la Costituzione e la legge elettorale per preparare le elezioni presidenziali e politiche che dovrebbero tenersi entro due anni”.
Il Madagascar è stato sospeso dall'Unione Africana e dalla Comunità di Sviluppo dell'Africa Australe (SADC) che hanno giudicato non conforme alle norme democratiche l'allontanamento dal potere di Ravalomanana. L'ex Presidente ha rilasciato in seguito una sua versione su come ha presentato le dimissioni, denunciando di essersi dimesso sotto le minacce per sé e per la propria famiglia. “In realtà, Ravalomanana ha firmato la lettera di dimissioni alla presenza dell'Ambasciatore statunitense ad Antananarivo e del rappresentate speciale dell'ONU per il Madagascar” spiegano le fonti di Fides. Non vi sono state minacce, come si può vedere dalla registrazione televisiva della firma delle dimissioni, effettuata su ordine dello stesso Ravolomanana, ma solo una forte pressione esterna esercitata nelle piazze dall'opposizione. La lettera di dimissioni è stato poi presa in consegna dai due diplomatici che l'hanno poi consegnata ai rappresentanti dell'opposizione. Questa procedura è stata infine ratificata dall'Alta Corte di Giustizia”.
Ravalomanana si è in seguito rifugiato all'estero, da dove ha iniziato una campagna per affermare che è ancora lui il Presidente in carica. Per questo motivo aveva designato un Primo Ministro, in contrapposizione a quello nominato dall'Alta Corte di Transizione.
Nonostante la sospensione del Madagascar, decretata dai due organismi, sia l'Unione Africana sia la SADC hanno avviato dei contatti con l'Alta Autorità di Transizione, ed oggi, 30 aprile, una delegazione malgascia è attesa ad Addis Abeba per colloqui con i rappresentanti dell'Unione Africana. Nella capitale etiopica dovrebbe trovarsi anche l'ex Presidente Ravalomanana. (L.M.)
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