samedi, 28 février 2009

Malpensa tradita da Pdl e Lega

"Malpensa? Tradita da Pdl e Lega"

Franceschini gioca la carta del Nord: qui si vede ciò che Berlusconi nasconde
L’idea, dice, gli è venuta atterrando in quel che resta di Malpensa. «Ho attraversato un aeroporto drammaticamente deserto pensando che proprio questo sia il luogo simbolo del tradimento del Nord. Il tradimento di Bossi e di Berlusconi». Come inizio è da combattente, da incursore in territorio nemico. Prima uscita del nuovo segretario del Pd, e la scelta cade sulla provincia più leghista che ci sia. «Sono qui perché abbiamo il dovere di alzare la voce. Non esiste solo la tv, c’è anche il territorio. Dove si può vedere quel che Berlusconi vuole nascondere, come il il disastro di Malpensa. Ci vuole un Patto per il Nord». Si è già dato un suo stile, il neosegretario. Andare a vedere, come adesso a Varese e oggi a Bari. Parlare quanto basta, limando polemiche in famiglia ed evitando domande. «Finalmente c’è il ritorno dello spirito di squadra». Accendere un qualche entusiasmo, «visto che alle prossime elezioni europee ed amministrative mancano appena 98 giorni». Varese, per cominciare. La terra dei traditori. «Sono del Nord anch’io e lo posso ben dire. C’è una distanza siderale tra quel che hanno promesso in campagna elettorale e i risultati di questo governo. Tagliano milioni di euro per la sicurezza e mettono le ronde, ma andiamo!».
A Malpensa incontra i sindacalisti e il presidente leghista della Sea Giuseppe Bonomi. Su una terrazza con vista piste di decollo fa il riassunto per le tv: «Dopo un consiglio dei ministri a Napoli il governo aveva promesso un consiglio dei ministri qui a Malpensa. Non l’hanno fatto perché si vergognano. Sono rimaste tre rotte intercontinentali mentre Parigi o Francoforte ne hanno trenta volte di più. Dovrebbero chiedere scusa alle persone del Nord a cui hanno raccontato che avrebbero fatto cose e hanno fatto niente. Qui ci sono migliaia di lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il lavoro e sono a zero euro al mese». Traditori, dunque. Illusionisti. «E’ il governo del doppio livello di verità, e contano solo gli annunci che fanno in tv». A Varese arriva alle sei del pomeriggio e forse un poco si stupisce.
Al Convitto de Filippi, tra sale dedicate a monsignori illustri e Papa Montini, quella che lo aspetta ha le 400 sedie occupate, altrettanti sono in piedi. Giovani proprio pochini, ma non si può avere tutto. Parla 45 minuti «a questa Varese che è anche la città del solidarismo cattolico». Ricorda la città della Resistenza in difesa dei perseguitati per la loro religione e la loro etnia». E qui, dalla sala dedicata a Monsignor Pigionatti, porta al debutto il nuovo «Patto per il Nord». Proprio quel che volevano sentire i dirigenti del Pd della Lombardia, o quello che non avevano mai sentito dire da Walter Veltroni. «La sicurezza, le infrastrutture, la difesa delle piccole e medie imprese, il federalismo fiscale equo e solidale, il sussidio di disoccupazione per chi resta senza lavoro». Applausi. In prima fila c’è Maurizio Martina, segretario del pd lombardo appena entrato nella nuova segreteria del partito. C’è Daniele Marantelli, deputato di Varese. C’è Carlo Porcari, capogruppo in Regione. Il Patto per il Nord che nasce nella Varese della Lega. Come colpo d’immagine può non esser male. «Ci saremo, saremo al fianco dei cittadini del Nord», insiste Franceschini, quasi a voler marcare la differenza con il passato più recente. «Ma gli errori di Walter sono anche i miei errori», aggiunge subito.
Poi tocca alle faccende di famiglia, «al nostro campo che si appassiona sempre di più per le cose che non vanno piuttosto che per quelle che funzionano». Consiglio per i maggiorenti del Pd: «Dovere dei gruppi dirigenti è il non dare pretesti. Ci possono essere discussioni e liti, ma fuori si parla con la stessa lingua». Al momento Franceschini riesce a dare il buon esempio. Le domande le evita, «ho già parlato tanto e ho detto tutto». Oppure trova la buona scusa, «ho l’aereo da prendere, mi aspettano a Bari». Potrebbe parlare ancora, e per ore, del patto per il Nord e di Bossi e Berlusconi che hanno tradito il Nord. «C’è il rischio dell’assuefazione, a Bossi e Berlusconi si perdonano frasi e promesse incredibili». Ai suoi, Franceschini, perdona tutto con il silenzio. Cosa pensa di Matteo Renzi, l’emergente fiorentino che l’ha chiamata «vicedisastro»? Strizza gli occhi, si chiude la Bocca, e la risposta di Franceschini è un sibilo. «Ho l’aereo...». (La Stampa on line).

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