samedi, 31 janvier 2009

Lo Zimbabwe alla fame

Mentre dilaga l'epidemia di colera
Alla fame metà della popolazione
dello Zimbabwe


Harare, 30. Almeno sette milioni di cittadini dello Zimbabwe, la metà della popolazione totale, sono alla fame assoluta e avranno bisogno tra febbraio e marzo di aiuti d'emergenza alimentari per sopravvivere. Lo afferma in un comunicato diffuso ieri Richard Lee, responsabile regionale del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite. Il numero delle persone affamate riferito dal Pam è del 35 per cento superiore rispetto a quella stimata nel giugno scorso, a conferma di un progressivo e spaventoso aggravamento della crisi nel Paese, fino a non molti anni fa considerato il granaio dell'Africa.
Al tempo stesso, continua a dilagare l'epidemia di colera che devasta lo Zimbabwe dallo scorso agosto e che le condizioni sociali e sanitarie nelle quali il Paese è stato fatto sprofondare dal regime del presidente Robert Mugabe rendono impossibile arginare. I morti accertati sono ormai più di 3.100 e i casi di contagio sfiorano i sessantamila, cioè il numero che appena due mesi fa l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ipotizzava come lo scenario peggiore, in quella che oggi sembra purtroppo destinata a rivelarsi una sottostima. La peggiore epidemia dell'Africa negli ultimi quindici anni non accenna infatti a rallentare, ma anzi sembra accelerare.
Il colera è una malattia endemica nella fascia tropicale, ma in condizioni di sia pur relativa normalità le recrudescenze epidemiche vengono controllate abbastanza agevolmente, anche se l'Oms stima purtroppo abituale in questi casi in Africa un livello dell'1 per cento di decessi. Basta la percentuale di decessi oltre cinque volte superiore registrata a confermare che si tratta della peggiore epidemia mai registrata nello Zimbabwe.
La fame e il colera ha colpito uno Zimbabwe già in ginocchio, con una crisi economica che ha portato l'inflazione annuale a raggiungere 231.000.000 per cento, e una paralisi politica aggravata dall'isolamento internazionale e dalle sanzioni. In estrema sintesi, sono anch'essi frutto della crisi politica e sociale che attanaglia da anni il Paese e alla quale la diplomazia internazionale non riesce a dare soluzioni. L'epidemia e la carestia sono conseguenze dell'irrisolto, durissimo contrasto tra Mugabe, al potere fin dall'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1980, e l'opposizione guidata da Morgan Tsvangirai.
La crisi dello Zimbabwe e il possibile ruolo del Governo del Sud Africa nella ricerca di una soluzione sono stati argomento ieri di una telefonata fatta dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama al presidente sudafricano ad interim, Kgalema Motlanthe. Nel darne notizia, l'agenzia di stampa sudafricana Sapa ha aggiunto che Obama ha sottolineato come "la forte e viva democrazia sudafricana" possa svolgere un importante ruolo di leadership nel continente. (L'Osservatore Romano).


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