lundi, 05 janvier 2009

Bandiera bianca

A Gaza il Vaticano alza bandiera bianca.
Hamas nega a Israele il diritto di esistere. Ma per la diplomazia pontificia lo stato ebraico sbaglia a difendere con le armi la propria vita. Il Custode della Terra Santa svela le ragioni che sottostanno alla politica della Chiesa nel Vicino Oriente di Sandro Magister.



ROMA, 4 gennaio 2009 – Nei giorni delle festività natalizie Benedetto XVI è intervenuto più volte contro la guerra che ha per epicentro Gaza.
Ma le sue parole sono cadute nel vuoto. Insuccesso non nuovo per le autorità della Santa Sede, ogni volta che si confrontano con la questione di Israele.
In più di tre anni di pontificato, Benedetto XVI ha innovato in ciò che riguarda i rapporti tra le due fedi, la cristiana e l'ebraica. Ha innovato anche a rischio di incomprensioni e contrarietà, sia tra i cattolici sia tra gli ebrei.
Ma nel frattempo poco o nulla sembra essere cambiato nella politica vaticana nei confronti di Israele.
La sola variante, marginale, è negli accenti. Fino a un paio d'anni fa, con il cardinale Angelo Sodano segretario di stato e con Mario Agnes direttore dell'"Osservatore Romano", le critiche a Israele erano incessanti, pesanti, a tratti sfrontate. Oggi non più. Col cardinale Tarcisio Bertone la segreteria di stato ha ammorbidito i toni e sotto la direzione di Giovanni Maria Vian "L'Osservatore Romano" ha cessato di lanciare invettive e ha allargato gli spazi del dibattito religioso e culturale.
Ma la politica generale è rimasta la stessa. Di certo le autorità della Chiesa cattolica non difendono l’esistenza di Israele – che i suoi nemici vogliono annientare ed è la vera, ultima posta in gioco del conflitto – con la stessa esplicita, fortissima determinazione con cui alzano la voce in difesa dei principi “innegoziabili” riguardanti la vita umana.
Lo si è visto nei giorni scorsi. Le autorità della Chiesa e lo stesso Benedetto XVI hanno levato la loro voce di condanna contro "la massiccia violenza scoppiata nella striscia di Gaza in risposta ad altra violenza" solo dopo che Israele ha iniziato a bombardare in quel territorio le postazioni del movimento terroristico Hamas. Non prima. Non quando Hamas consolidava il suo dominio feroce su Gaza, massacrava i musulmani fedeli al presidente Abu Mazen, umiliava le minuscole comunità cristiane, lanciava ogni giorno decine di missili contro le popolazioni israeliane dell'area circostante.
Nei confronti di Hamas e della sua ostentata "missione" di cancellare lo stato ebraico dalla faccia della terra, di Hamas come avamposto delle mire egemoniche dell'Iran nel Vicino Oriente, di Hamas come alleato di Hezbollah e della Siria, le autorità vaticane non hanno mai acceso l'allarme rosso. Non hanno mai mostrato di giudicare Hamas un rischio mortale per Israele, un ostacolo alla nascita di uno stato palestinese, oltre che un incubo per i regimi arabi dell'area, dall'Egitto alla Giordania all'Arabia Saudita.
Su "L'Osservatore Romano" del 29-30 dicembre, in un commento di prima pagina firmato da Luca M. Possati e controllato parola per parola dalla segreteria di stato vaticana, si è sostenuto che "per lo stato ebraico la sola idea di sicurezza possibile deve passare attraverso il dialogo con tutti, persino per chi non lo riconosce". Leggi: Hamas.
E sullo stesso numero del giornale vaticano – in una dichiarazione anch'essa concordata con la segreteria di stato – il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, dopo aver deplorato la "sproporzionata" reazione militare di Israele, ribadiva lo stesso concetto: "Dobbiamo avere l'umiltà di sederci attorno a un tavolo e di ascoltarci l'uno con l'altro". Non una parola su Hamas e sul suo pregiudiziale rifiuto di accettare la stessa esistenza di Israele.
Nessun rilievo, invece, ha dato "L'Osservatore Romano" alle contemporanee dichiarazioni del capo del governo della Germania, Angela Merkel, secondo cui "è un diritto legittimo di Israele proteggere la propria popolazione civile ed il proprio territorio" e la responsabilità dell’attacco israeliano a Gaza è "chiaramente ed esclusivamente" di Hamas.
Affermando ciò, il cancelliere tedesco ha rotto il coro di deplorazione che si è levato puntualmente anche questa volta da molte cancellerie – e dal Vaticano – dopo che Israele aveva esercitato con le armi il suo diritto all'autodifesa. In Italia, l'esperto di geopolitica che più ha dato risalto alla presa di posizione di Angela Merkel, sul quotidiano "La Stampa", è stato Vittorio E. Parsi, professore di politica internazionale all'Università Cattolica di Milano e fino a pochi mesi fa commentatore di punta di "Avvenire", il giornale della conferenza episcopale italiana. Su "Avvenire", Parsi aveva scritto due anni fa, all'epoca della guerra in Libano, un editoriale dal titolo "Le ragioni di Israele", nel quale diceva:
"L'amara realtà è che, nella regione mediorientale, la presenza di Israele è ritenuta 'provvisoria', e la garanzia della sopravvivenza dello stato ebraico è riposta – per quanto sia amaro dirlo – nella sua superiorità militare".
Il problema è che la "provvisorietà" dello stato di Israele è pensiero condiviso da una parte significativa della Chiesa cattolica. Ed è questo pensiero a influire sulla politica vaticana nel Vicino Oriente, a bloccarla su vecchie opzioni prive di efficacia e a impedirle di afferrare le novità che pur sono divenute evidenti in questi giorni, tra le quali la crescente, fortissima avversione ad Hamas dei principali regimi arabi e degli stessi palestinesi dei Territori, oggettivamente più vicini oggi alle ragioni di Israele di quanto non lo sia il Vaticano.
Sul concetto della "provvisorietà" di Israele e sul suo influsso nella Chiesa cattolica è illuminante un libro-intervista uscito in questi giorni in Italia con il Custode della Terra Santa, il francescano Pierbattista Pizzaballa. Padre Pizzaballa, in carica dal 2004, è assieme al nunzio e al patriarca latino di Gerusalemme uno dei più autorevoli rappresentanti della Chiesa cattolica in Israele. Ed è anche quello che si esprime con più libertà.
Ebbene, premesso che i cristiani in Terra Santa sono oggi solo l'1 per cento della popolazione e sono quasi tutti palestinesi, padre Pizzaballa ricorda che "i cristiani sono stati protagonisti fino a pochi decenni fa delle cosiddette lotte risorgimentali arabe" in Palestina, in Libano, nella Siria. Oggi essi "non contano più nulla, politicamente, nel conflitto israelo-palestinese", dove hanno molto più peso le componenti islamiste. I cristiani hanno però conservato quel "rifiuto ad accettare Israele" che persiste in una larga parte del mondo arabo.
Una prova di questo rifiuto, aggiunge Pizzaballa, è stata l'opposizione agli accordi fondamentali e allo scambio di rappresentanze diplomatiche stabiliti nel 1993 tra la Santa Sede e lo stato d'Israele:
"Non è stato facile per la Chiesa locale accettare la svolta. Il mondo cristiano di Terra Santa è prevalentemente arabo-palestinese, quindi non era così scontato il consenso. E questo rende il gesto della Santa Sede ancor più coraggioso. Ricordo molto bene i problemi che ci furono, le paure, i commenti che non erano affatto entusiastici. Sembrava quasi un tradimento delle ragioni dei palestinesi, perché da parte palestinese si è sempre vista la storia di Israele come la negazione delle proprie ragioni".
E ancora:
"Nel febbraio 2000 c'è stato l'accordo della Santa Sede anche con l'Autorità Palestinese, che ha un po' calmato quella paura".
Ma un'idea di fondo è rimasta:
"Quando si dice che se Israele non ci fosse non ci sarebbero tutti questi problemi, sembra quasi che Israele sia la fonte di tutti i mali del Medio Oriente. Non credo che sia così. È un dato di fatto, comunque, che Israele non è ancora stato accettato dalla stragrande maggioranza dei paesi arabi".
Se Israele non ci fosse, o se comunque non agisse come agisce... Va tenuto conto che simili pensieri corrono non soltanto tra i cristiani arabi, ma anche tra esponenti di rilievo della Chiesa cattolica che vivono fuori della Terra Santa e a Roma.
Uno di questi, ad esempio, è il gesuita Samir Khalil Samir, egiziano di nascita, islamologo tra i più ascoltati in Vaticano, che in un suo "decalogo" di due anni fa per la pace in Medio Oriente ha scritto:
"La radice del problema israelo-palestinese non è religiosa né etnica; è puramente politica. Il problema risale alla creazione dello stato d’Israele e alla spartizione della Palestina nel 1948 – a seguito della persecuzione organizzata sistematicamente contro gli ebrei – decisa dalle grandi potenze senza tener conto delle popolazioni presenti in Terra Santa. È questa la causa reale di tutte le guerre che ne sono seguite. Per porre rimedio a una grave ingiustizia commessa in Europa contro un terzo della popolazione ebrea mondiale, la stessa Europa, appoggiata dalle altre nazioni più potenti, ha deciso e ha commesso una nuova ingiustizia contro la popolazione palestinese, innocente rispetto al martirio degli ebrei".
Detto questo, padre Samir sostiene comunque che l'esistenza di Israele è oggi un dato di fatto che non può essere rifiutato, indipendentemente dal suo peccato d'origine. Ed è questa anche la posizione ufficiale della Santa Sede, da tempo favorevole ai due stati israeliano e palestinese.
In subordine all'accettazione di Israele, permane tuttavia, in Vaticano, una ulteriore riserva. Non sull'esistenza dello stato, ma sui suoi atti. Tale riserva è espressa nelle forme e nelle occasioni più varie e consiste nel ripetere, ogni volta che scoppia un conflitto, il giudizio che gli arabi sono vittime e gli israeliani oppressori. Anche il terrorismo islamista è ricondotto a questa causa di fondo:
"Molti problemi attribuiti oggi quasi esclusivamente alle differenze culturali e religiose trovano la loro origine in innumerevoli ingiustizie economiche e sociali. Ciò è vero anche nella complessa vicenda del popolo palestinese. Nella Striscia di Gaza da decenni la dignità dell'uomo viene calpestata; l'odio e il fondamentalismo omicida trovano alimento".
Ad esprimersi così – ultimo tra le autorità vaticane – è stato il cardinale Renato Martino, presidente del pontificio consiglio della giustizia e della pace, in un'intervista a "L'Osservatore Romano" del 1 gennaio 2009.
Non una parola sul fatto che Israele si è ritirato da Gaza nell'estate del 2005 e che Hamas vi ha preso il potere con la forza nel giugno del 2007. (Newsletter www.Chiesa di Sandro Magister del 05.01.09).

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Commentaires

La terra bianca

…ad Eluana Englaro
il sospiro è il tuo sorriso,
la polvere è la tua terra bianca…

Il silenzio è quiete
e giace in sfondi infrangibili,
il silenzio lacrima
di tante meraviglie
che sanno di vita,
che sanno di morte,
che sanno
di assoluti sogni…
Accolti nel più-

di Maurizio Spagna


Si è consacrato
Il Rotoversi.com
La cultura poetica in linea con la vita…
Verso i nostri sogni riversi ma scritti per sempre-
Un raccoglitore di poesia on line-

Maurizio Spagna
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L’ideatore
Scrittore e Poeta-

Ecrit par : Maurizio Spagna | lundi, 16 février 2009

Ti ringrazio, caro Maurizio per la poesia che mi hai mandato. Scrivi ancora. Più che mai, oggi, il mondo ha bisogno di bellezza. Un caro saluto.

Ecrit par : Xavier | lundi, 16 février 2009

LO STERMINIO
…Ossa d ‘occhi nella tormenta…Fosse e luoghi dove le ali tormentano l’uomo…

All’angelo piaceva
Commemorare
Le sfortune
Dei deportati
E lì,
Lì su quei campi
In sé
L’incarnava
Così come si sdegna
La fortuna
Su l’umida vergogna
Di masse istintive ,
Inumane , recidive
E stragi di schiene missive
Nella ricchezza di razza-

All’angelo del progresso
L’inserimento
E le cicatrici
Sono frustate di gas
Lungo il cunicolo
Del respiro,
Lungo il bruciore
Dello stomaco
In conflitto…
Con l’angelo del calore
Cuore e colore-

All’angelo del regresso
Libri di carne
Il servizio per distribuirne
Le grida nei campi
Con esequie informazioni
Di un binario in crampi
E l’orario infornato deiezioni-

All’angelo impopolare
L’altare per rileggersi
La vita… e il suo vangelo-
Alle vittime
Dell’OLOCAUSTO,
Adorno il mio Angelo-

Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna-

Maurizio Spagna
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Ecrit par : Maurizio Spagna | lundi, 02 mars 2009

E' dal profondo del cuore, caro Maurizio, che ti mando un grande grazie per la tua poesia tanto bella, tanto triste e, ahimè, tanto vera. Come ti ho già detto, scrivi pure in tutta libertà. Il blog è a tua disposizione. Un abbraccio.

Ecrit par : Xavier | lundi, 02 mars 2009

INDIANI o COWBOY ?

…pelle su pelle del poeta,
cammino fra i paesi di ogni sorta
e t’invito a convivere la poesia
con i miei passi recitati…

Crollava il villaggio
la volta
la fiducia
e il suo saggio
purché
stringevi a mano alta
la tua punizione
e l’intera incertezza
della ramificazione-

Chi siamo
Indiani o Cowboy?
La sua cima
di pietra truccata
in motivazione
i sassi sovrapposti
mirati
verso inganni secolari
di tradizione
e sfrecciate
verso frecce confinanti
purchè
imposte
poste
riposte
nel filone
della numerazione-

Ci risiamo
Cowboy o Indiani?
Non importa
l’impotenza
la potenza delle lacrime
discendono
dalle stesse occhiere
incerte o certe
Purchè…
Visitate o avvistate-

Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
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Scrittore e Poeta-

Ecrit par : Maurizio Spagna | vendredi, 03 avril 2009

Grazie, caro Maurizio, per la tua poesia che è così bella. Ti aspetto ancora e tanti auguri. (Come già detto, scrivi quando vuoi).

Ecrit par : Xavier | vendredi, 03 avril 2009

PESCE fUOR D’ACQUA
La sociologia del poeta-
… annotata , nuotata e nata
per le persone smarrite nei freddi angoli della società isolata…

Profondo occhio d’origine fluida
Scendi nella strada gelida
Ed avvolgi la miseria ruvida
Di coperte e riluci roventi-

Pesante occhio d’origine austera
Scendi sul giaciglio di pietra
E stringi la povertà tetra
Con mani d’oro lucenti-

Celato occhio d’origine ventrale
Scendi nel tratto infernale
E culla la notte nascosta
Con piani di stelle portanti
Nel fulgido di una giostra
Che appare per nude lacrime nane
E sale…
Verso nuvole di sole
Sale
Farina
e pane-

Vasto occhio d’origine squamato
Scendi nel parco invisibile fatato
Pesca una dignità mancata…
In lenza
E rimedia al viscido perdersi
Trattieni il respiro dell’essenza
Che nulla è pioggia
Nulla è vento
Ma tutto è scivolo agitato d’annegamento-

Al culmine del che sia e spia
L’occhio di pesce fuor d’acqua
Si trascina nel caldo soffio dorsale
Vagando oltre il gelido rimando-

E’ il principio di tutti i cavalcavia
Dalla natura all’immensa scia
E’ lo scopo per comporre
Il bagliore del futuro passato prematuro
Oggi come l’inizio di ogni ritrovo
Esistito per le strade del consueto…
Vestito in prestito-

“In memoria del mio amico “Il Giusto” che consumò la sua identità”


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Ecrit par : Maurizio Spagna | jeudi, 09 avril 2009

Un grande grazie per i tuoi superbi versi e tanti cari auguri.

Ecrit par : Xavier | jeudi, 09 avril 2009

IL VALORE DI UN VIAGGIO
…la via intellettuale più coerente all’uomo
è il merito del ritorno ai propri passi amati
riscoperti nel silenzio…


Ritorno da un viaggio
E nel durante chiesi
Ad una chiesa
Di incontrarmi con molti
Di questi partecipanti
Alla vita in movimento.
( confronti )

Prima
E durante il viaggio
Ero di buon umore
Ora non più
Tornando ai giorni del venir spento.
( Quesiti )

Signore e signori
Vecchie e vecchi
In balìa dei lasciati
Giungano un po’a noi
Restando sulla via di tutti i viaggi.
( Perdono )

Ritroviamo
I comprensivi servitori
Dal vestito troppo pulito
Che trascinano e strofinano
La nostra casa forzata
Le nostre menti pigre.
( Convenienze )

Nel viaggio
Ho annaspato in povertà
Ho rovesciato l’incredulità
Ho incrociato il ricordo di mia nonna
Non fece di sé una finta vita
Ma visse di nulla nel meschino altrui
Con parole di seta
E un brodo per tutti
Inzuppato di pane e una fede.
( Valori )

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Ecrit par : Maurizio Spagna | lundi, 11 mai 2009

Grazie, caro Maurizio, per i tuoi versi che tanto mi piacciono. Grazie per questi momenti di bellezza che ogni tanto mi regali. Ricorda: sei a casa tua.

Ecrit par : Xavier | lundi, 11 mai 2009

VOLAMI VIA e AMA
…incontriAMO del poeta,
l’amore e il ricordo dell’anima che pietrifica l’essenza dell’assenza…


Volami via
volami via e ama
nel palmo di un altro
e porta parole plasmate
poi accompagnate.

Un filo d’aria unisce
un batter d’ali al cuore
quel filo d’aria che cosparge
il cuore caldo
di un cuore svuotato
quel filo d’aria
che è contorsionista
e si perde nell’azzurra
aderenza di una vista…
Conscio di un amore inconscio
ed involato via.

Incrocia il nostro destino…
E spezzati lo strato amato!

Volami via
volami via e ama
porta chi sei
nel cuore di un altro
e accompagnati
di parole amate
nel soffio di un battito
di mani accaldate.

Incrocia il tuo destino
ama, amati e saziati!
E se nel risveglio
mi risenti liscio al cuore
magari voltati
ma volami via e ama.

Incrocia il tuo destino
e raggiungi spianate…
Di nuovi amori.

di Maurizio Spagna
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Ecrit par : Maurizio Spagna | mercredi, 20 mai 2009

Come sempre, grazie di tutto cuore. Arrivederci presto, spero.

Ecrit par : Xavier | mercredi, 20 mai 2009

Messaggio da non pubblicare perchè strettamente personale!!!!!!!!!!

Salve Xavier,
perchè mi ha scritto spero...
Io sarò sempre con lei anzi le dirò,
spero tanto di conoscerLa di persona un giorno prossimo!
La saluto col cuore nel mondo.

Postilla-
Se ha conoscenti che credono nel mio progetto
(visiti nel mio sito alla link EVENTI e vedrà di cosa trattasi)
non esiti ha confidarglielo ( non si sa mai )...
Perchè le cose buone, le idee buone in povertà non muiono mai.


di Maurizio Spagna

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Ecrit par : Maurizio Spagna | jeudi, 21 mai 2009

E MI PARVE
..la malinconica coscienza è dei poeti mentre il coraggio di vivere
è degli uomini..
il coraggio di descrivere un suicidio è nei poeti stessi o immaginari
mentre la voglia di sorridere, la voglia di continuare, la voglia di nascere per morire
è parte degli uomini
di buona volontà e di buona incoscienza..
Maurizio Spagna


E mi parve
il bianco lastricato
quel poco esitato
fu fatto schiaffo
di un gesto in confusione

e se fosse in me
di maggior rilevanza
la compagnia

mi fermerei ancora sul molo

a voltare il verso del mare
a vomitare
quei pallidi cenni d’incendio
e a venir fanciullezza
in un ciuffo di sole…
Spericolato in confidenza.

Ma il nero lastricato
quel tanto è tramontato
smorto
e in disordine
tacque dell’usuale
vestito distinto e socchiuso.

E mi parve
l’ondata indifferente
e tacqui per sempre
balbettando…
Un tuffo calato nella sera.


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Ecrit par : Maurizio Spagna | jeudi, 04 juin 2009

LUCE SU DI ME
...la mia luce è ritornata
a salarmi di gocce.
Pianti, pensieri profondi
ed ogni volta
è un altro giorno stupito
all’orizzonte...

Luce su di me
luce
è il pregio
il difetto
una fascina in sogno
luce su di me.

Niente con niente
zero e stroncato
perduto
completamente solo
io
servo del mare
con il cuore sull’orma
e il morso degli anni.

Luce su di me
luce
è la rotta di un sogno
luce su di me.

Anche solo
per un fantastico giorno...
E domani partoriremo il sole.


Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
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Ecrit par : Maurizio Spagna | samedi, 13 juin 2009

Ringrazio per questo torrente di bellezza e di sentimento con cui dai vita al blog. Ho letto il tuo messaggio del 21 maggio. Intanto leggo e poi vediamo che cosa è meglio fare. Diamo tempo al tempo. Un carissimo saluto.

Ecrit par : Xavier | samedi, 13 juin 2009

Un regalo poetico alla divina Maria Callas:


MAGIA è MARIA
…può udirsi anche agli inferi
la regnante della lirica,
MARIA CALLAS
1923-1977…

Ci ha promesso la sua voce
E così è stato!

Magia è Maria.

Non ce la faccio
diavolo
Non ho il coraggio
Sbotto
Mi sbottono d ‘insulto esizio
Nel dire e ridir sgomento
Dopo che ceneri verso l ‘oblio
In visitar fanno croce.

Può sollevar l’eccelsa voce
Così in equilibrio sulle corde
Della magia
Così affondata sui fianchi
Di Maria
Vestir là
Dove giace l’affondo
Per il bel canto del Mondo.

Felicissima magia
Fierissima Maria
Incoraggiasti…
Un giro di note
A passeggio con eleganza
Un viario in Grecia
Per trovar di tanta usanza
Amor tua riluttanza
Ma per Magia
Sii Maria fia romanza.

Ci ha promesso la sua voce
E così è stato,
per Maria è nato l ‘usignol sordo.

di Maurizio Spagna
Da “Sotto le sembianze di..”
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Ecrit par : Maurizio Spagna | vendredi, 24 juillet 2009

Un grazie da profondo del cuore e un affettuoso abbraccio. A presto.

Ps. Posseggo un quadro che fu di Maria Callas e mi è carissimo.

Ecrit par : Xavier | vendredi, 24 juillet 2009

L’ACCADUTA VITA
..tutto ciò che vive resterà
intenso nei poemi,
inciso da una società
ed incenso
al sopravvenire..

Vita
La propria storia
Come se fosse per lei…
Una vita.

Vite
Le più immutabili
Di notti espugnabili
E di mille storie…
Lancinanti
Entusiaste
Fantasmagoriche
Ma per esse girevoli.

Sera dopo sera
L’accaduta vita caduta
E tante storie restituite
Giornate
Relazioni
Che facevano per noi…
Quel che serve
Di una vita.

Da “Il cuore degli Angeli”
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Ecrit par : Maurizio Spagna | jeudi, 03 septembre 2009

Un grazie e un abbraccio di vero cuore. Ti aspetto sempre.

Ecrit par : Xavier | jeudi, 03 septembre 2009

RISVEGLIO
...tempo, tempo, tempo,
per tempo
apparirà il sogno più nero
perché nel mondo inquieto
esiste un solo colore vero,
il nero...


Nel nero più temuto
Si finisce
E finisce il dispiacere
Provato.
Nel nero più malinconico
Si ascolta il silenzio
In silenzio
E l’uomo annuvolato
Sghignazza.
Nel nero più privo
La presunzione dei giovani
E l’irritazione
Nei più vecchi incontrati
Contro l’attimo rubato.
Nel nero più al di fuori
I supponenti
Gli intelligenti
E chi ha
Il feto della guerra
In corso e tecnologica.
Nel nero più ingiusto
Il niente
L’aria fannullona
Degli immortali
E l’aria annoiata
Sui mortali
Per una vita modesta
Osteggiata.
Nel nero più al colletto
Migliaia di aristocratici
Replicanti e intellettuali
Svoltati presso
Le opportunità.
Nel nero più avverso
Il puro volto a rendere
A prendere
Il tratto contratto
Da un immischiato nemico
La scomodità onesta.
Nel nero più radunato
La capanna a buon mercato
Denudata o smagrita
Ma entrati per poco tempo
Perché
Nel tunnel del gorgoglìo
Il nero…
È un eterno sano
Risveglio.


©
Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
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Ecrit par : Maurizio Spagna | vendredi, 18 septembre 2009

Come ringraziarti? Mi mancano le parole. Sappi però che ti apprezzo molto e che sono sempre ansioso di leggerti di nuovo. Un abbraccio.

Ecrit par : Xavier | vendredi, 18 septembre 2009

IL TEMPO PASSA
…sentivo di sentire, meditavo per meditare
scrivevo per scrivere nel tempo andato…


Padre io
Padre e spirito
Il tempo è peccato
E penetra nella carne viva…
Come silenzio
Senza via di campo libero.

Madre io
Madre e spirito
Il tempo è umiliato
E penetra nella carne viva…
Come il buio
Senza battiti al cuore libero.

Come un soffio
Come un brivido
Il tempo passa
Più luminoso di un cero
E più tremante del proprio
Inverno libero.

Padre io
Padre in aiuto
Il tempo è una razza
E penetra nella carne viva…
Come l’incoscienza
Senza paesi e un racconto libero.

Madre io
Madre in aiuto
Il tempo è ritratto
E penetra nella carne viva…
Come anima burattinata
Senza abbraccio e braccio libero.

Come una strada
Come una fitta
Il tempo passa
Più nuvola della gioventù
E più svestiti del proprio
Estivo libero…

E così sia.


di Maurizio Spagna
Da “Il cuore degli Angeli”
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L’ideatore
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Ecrit par : Maurizio Spagna | mercredi, 14 octobre 2009

Caro, caro amico poeta, come ti leggo volentieri e dal fondo del cuore ti ringrazio per questi versi che mi fanno volare in alto. Te l'ho detto tante volte, ma amo ripeterlo, che questo spazio è totalmente tuo perché tanti altri, come me, si dissetino a questa fonte di bellezza.

Ecrit par : Xavier | mercredi, 14 octobre 2009

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