dimanche, 30 novembre 2008

Gli ebrei

L'obbiettivo erano gli israeliani». Il terrorista catturato: «Volevamo colpire soprattuto gli ebrei».

Il terrore, le vittime, la lunga battaglia con i terroristi. Dopo il tre giorni di sangue e morte di Mumnbai, è il momento delle ricostruzioni, delle riflessioni e delle responsabilità politiche in India. Il ministro dell'Interno indiano, Shivraj Patil, si è dimesso: pesa su di lui la «responsabilità morale» dell'attacco. Intanto è stato rivisto al ribasso, se così si può dire, il bilancio ufficiale delle vittime: morti confermati sono 174, ma il numero potrebbe tornare a crescere. Il precedente bilancio era di 195 vittime.
L'attenzione si sposta sulle indagine e su ciò che può rivelare l'unico terrorista catturato. «La nostra missione specifica era colpire gli israeliani per vendicare le atrocità commesse sui palestinesi» avrebbe detto Azam Amir Kasab secondo quanto scrive The Times of India. Per questo il commando terrorista che mercoledì sera ha insanguinato la metropoli indiana ha preso di mira la Nariman House, l’edificio che ospitava il centro ebraico Chabad Lubavitch. Lo stesso giornale conferma che alcuni dei terroristi avevano soggiornato per un certo periodo alla Neriman House, spacciandosi per studenti malaysiani. Kasab, 21 anni, di origini pachistane, ha anche detto agli investigatori che alcuni residenti di Mumbai avrebbero aiutato i terroristi, fornendo sostegno logistico e indicazioni sugli obiettivi. (Corsera on line del 30.11.08).

Gli ebrei? Ma che strano. E chissà perché poi? Questa è proprio una novità.

Update. Per saperne di più leggi qui il bellissimo articolo di E. Galli Della Loggia ripreso dal Corriere.


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Commentaires

Per i tragici fatti di Mumbai, la politica internazionale ha esortato a non responsabilizzare i Governi per le azioni di non ben identificati gruppi terroristici; il Pakistan, dal canto suo, ha mantenuto un atteggiamento diplomaticamente conciliante, negando ogni sorta di responsabilità per gli accadimenti indiani.
Fatto sta che questi episodi si inseriscono in un contesto già profondamente minato da una enorme sproporzione economico-sociale interna: l'India è un paese di contrasti, che “vive due epoche contemporaneamente”; la divisione in caste è un retaggio da cui l'India riuscirà difficilmente a liberarsi nonostante il rapido processo di crescita economica, che vedrà questa nazione imporsi sullo scenario internazionale nei prossimi decenni.

Ecrit par : lucyintheskywd | lundi, 01 décembre 2008

Che l'India sia un Paese di contrasti è indubitabile. E la divisione in caste è la sua palla al piede nel suo cammino verso la modernizzazione.
Ringrazio per il commento.

Ecrit par : Xavier | mardi, 02 décembre 2008

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