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jeudi, 06 novembre 2008

Coca

La coca è ormai la seconda droga più diffusa in Europa dopo la cannabis. Una tendenza contraria a quella del resto del mondo, dove le anfetamine sono più diffuse. Merito, o meglio colpa, di Spagna, Regno Uninto, Italia, Danimarca e Irlanda. Paesi dove la cocaina è largamente diffusa. E proprio in Italia il consumo è in costante aumento dal 2004 e quest'anno ha toccato il massimo storico. Oggi nella Penisola il 5,5% dei giovani (15-34 anni) ha tirato, percentuale cinque volte superiore a quella del 1992 e un terzo rispetto al 2004. E il consumo è concentrato tra i giovani: in Europa nell'ultimo anno hanno sniffato quattro milioni di persone: sette su otto sono ragazzi. Si tratta del 2,3% della popolazione giovanile, che in Italia sale al 3,2%. Tra i giovanissimi, ovvero tra i 15 e i 24 anni, in media negli ultimi 12 mesi si sono fatti di coca il 2,6%, mentre in Italia siamo al 3,3%. Un fenomeno che ci accomuna a molti paesi del sud Europa, mentre al nord e all'est sono più diffuse ecstasy e anfetamine. (Dalla Repubblica on line del 06.11.08).

Sono primati di cui possiamo essere fieri.

Obama de' noantri

Luca Telese ha scritto un articolo molto spiritoso (il Giornale, pag. 12) in cui racconta dell'obamizzazione della gauche italienne. Ne riporto alcuni cenni.
Daniel Craig, il James Bond di quarta generazione, dice: "Dopo la vittoria di Barack Obama, penso che sia giunto il momento per uno 007 di colore".
Ma Daniel non è italiano.
Vediamo allora cosa dicono appunto gli italiani. Achille Variati, sindaco di Vicenza: "Obama, ricordati la promessa di Lincoln". Che sarebbe? "Creare un governo del popolo, attraverso il popolo. Che valga per l'America e che valga per Vicenza". Matteo Renzi, presidente della provincia di Firenze, dice che sarebbe fantastico veder atterrare l'Air Force One all'aeroporto Vespucci di Firenze. Motivo? "Per celebrare con Obama l'anno di Amerigo Vespucci". Rosa Russo Iervolino, commossa per l'elezione di Barack, ha pianto. Walter Veltroni è riuscito a far pubblicare dall'Unità, in formato poster, la foto del suo incontro con Obama. Peccato che allora Barack non fosse nemmeno senatore. Piero Fassino s'immagina che la vittoria dia una spinta all'obiettivo dell'unità dei riformisti. I consiglieri regionali Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro dicono che "Obama è verde". In senso ecologistico, ovviamente. Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista si sente posto di fronte "alle stesse sfide di Obama". Dario Franceschini, numero due del Pd, sospira: "torna l'America che abbiamo amato". Rifondazione Comunista e Pdci dicono che "è caduto un muro razziale", anche se il segretario Prc Paolo Ferrero dice: "temo che cambi troppo poco". Già, non tutti sono come Sansonetti che si dichiara "obamiano sfegatato".
Credo che basti. Credo che tutti abbiano capito la musica.

America e Italia

La promessa di Bush a Obama: «Pronto a cooperare. Vieni a trovarmi».
«La mia amministrazione completamente disponibile a collaborare nella fase di transizione»
Il vertice del G20 sulla crisi economica in programma a Washington il 15 novembre potrebbe rappresentare l'esordio sulla scena internazionale di Barack Obama, nella sua nuova veste di presidente eletto. Funzionari dell'amministrazione Bush stanno infatti verificando la possibilità che il successore di George W. Bush, che non si insedierà prima del 20 gennaio prossimo, partecipi al vertice.
Intanto il presidente incarica ha salutato la vittoria elettorale del democratico «Accoglierò Obama alla Casa Bianca il prima possibile» - ha detto Bush, assicurando «collaborazione completa» della sua amministrazione nel periodo di transizione.
«Sarà uno spettacolo emozionante vedere Barack Obama, la moglie Michelle e le loro figlie meravigliose varcare la soglia della Casa Bianca» ha detto Bush. «So - ha aggiunto - che milioni di americani saranno pieni di orgoglio nel testimoniare questo momento così pieno di ispirazione che così tante persone hanno sognato a lungo», ha aggiunto in una breve dichiarazione nel giardino della Casa Bianca.

Ecco, secondo il Corriere, quello che Bush dice di Obama a dimostrazione che i rapporti personali e politici in America sono di un certo tipo ed in Italia sono il contrario. Là cortesia e rispetto qui beghe e ripicche.

Delusione

Fausto Carioti ci spiega perché Obama deluderà la sinistra italiana. L'articolo è dell'agosto scorso, ma vale la pena di rileggerlo. Qui.

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