mardi, 07 octobre 2008
E ancora India
La Parola di Dio sostegno per i cristiani perseguitati in India
I cristiani in India stanno subendo una grave persecuzione che finora ha provocato circa ottanta morti e migliaia di profughi mentre in tanti hanno lasciato le loro case e si sono nascosti nelle foreste per sfuggire alla furia dei fondamentalisti. Dal Sinodo dei Vescovi il cardinale indiano Varkey Vithayathil, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei siro-malabaresi, ha denunciato ciò che sta avvenendo nel suo Paese e specialmente in Orissa.
Il porporato - che ha preso la parola lunedì pomeriggio, durante la seconda congregazione generale - ha parlato espressamente di persecuzione, "una tra le peggiori", e di "nuovi martiri": quanti restano cristiani rifiutando di cambiare religione vengono colpiti e "bruciati a morte". E ha così concluso: "Preghiamo il Signore perché tutto questa finisca presto, la Parola di Dio può aiutarci a sopportare queste sofferenze". All'intervento del cardinale indiano ha fatto subito eco quello del cardinale Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica: riferendosi all'esperienza delle persecuzioni comuniste in Europa ha affermato che dove "la religione del Verbo è rinnegata anche la parola umana muore". (Osservatore Romano del 08.10.08).
Ma non sarebbe ora di finirla? Ottanta morti e tutti quei profughi non gli bastano?
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